• 19 Aprile 2024
Politica

Dopo la seconda guerra mondiale i Paesi di tutto il mondo hanno avuto un’idea fantastica, quella di creare un’organizzazione internazionale che cerca di impedire nuove guerre e tutelare i popoli. Già nel corso degli anni si è spesso parlato di una sua difficoltà di far rispettare i buoni propositi per cui è nata ma specialmente negli ultimi anni si può definitivamente dire che l’Onu ha fallito. L’organizzazione ha un sistema che ormai si è capito che non funziona, specialmente l’esistenza dei cinque Paesi con il diritto di veto che impedisce la scelta di deliberazione da parte della maggioranza. Impensabile che proprio questi cinque Paesi, due nelle mani di dittatori e altri tre considerati guerrafondai e colonizzatori, possano impedire che il resto del mondo emanano delle decisioni.

L’Onu non esiste ufficialmente più. Non interviene in Africa con i tanti colpi di stato che si stanno susseguendo l’un dopo l’altro e non interviene con l’incredibile esodo biblico degli africani verso nuove mete per sfuggire al cambiamento climatico e alle guerre. L’Onu non esiste in Ucraina per intervenire nell’invasione da parte della Russia in questo Paese, e come può farlo visto che la Russia stessa fa parte del gruppo dei cinque? L’Onu non esiste nei confronti della Corea del Nord per impedire le continue minacce da parte di Pyongyang di esperimenti nucleari e invii di missili in aree appartenenti al Giappone e Corea del Sud. L’Onu non è intervenuta nemmeno negli oltre 59 conflitti internazionali e violazione di diritti sulla persona. Dall’Afghanistan alla Libia, dal Myanmar alla Nigeria, dall’Iran allo Yemen, dall’Ucraina fino ad oggi quello tra Israele e i Palesinesi con Hamas, solo per quelli più conosciuti all’opinione pubblica occidentale fino alle crisi che potrebbero scatenarsi come quella della Cina nei confronti di Taiwan oltre che ormai il possesso in maniere antidemocratica di Hong Kong da parte del Paese del Dragone.

Com’è possibile che in questi conflitti non riesce ad intervenire l’Onu? Mentre i singoli paesi hanno un’influenza maggiore? A questa domanda c’è una risposta molto semplice, a decidere le linee guide della politica di questa organizzazione fatiscente sono gli stessi Stati che di democrazia poco conoscono. Per risolvere questo fallimento c’è bisogno di una vera e propria riforma dell’Onu con l’eliminazione dei cinque Paesi permanenti che possono dare veto sulle risoluzioni. Bisogna dare un potere che sia realmente sovranazionale all’Organizzazione con un’assemblea completamente autonoma dagli Stati membri e la creazione di un Governatorato che possa prendere decisioni senza veti da parte di Stati singoli. Se non si pensa ad una rivoluzione del genere il mondo è destinato sempre di più a crisi umanitari e guerre senza che nessuno possa intervenire.

L’Occidente ha avuto una grande idea nel passato, un’idea che è stata disgregata nel tempo per una pessima gestione organizzativa e istituzionale. Lo dimostrano le crisi

umanitarie esistenti e le guerre che aumentano sempre di più nel corso degli ultimi anni in ogni continente, compreso quello europeo. Fare un elenco di guerre passate e presenti dal secondo dopoguerra ad oggi non è certamente semplice in quanto oltre a quelle più importanti che conosciamo ce ne sono tante altre guerre sconosciute in paesi dove l’Occidente non interessa minimamente saperne in quanto Paesi estremamente poveri di materie prime e poco strategici.

Se non si interviene il prima possibile non ci sarà pace per il nostro pianeta ma probabilmente interessa non intervenire e riformare un’Organizzazione ormai morta.

Autore

Campano, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali, specializzato in scienze della politica in studi parlamentari alla Sapienza di Roma . Collaborato con radiosapienza, web tv e giornali web. Appassionato di lettura e scrittura dove ho pubblicato un libro di giallo. Presidente del Comitato Sviluppo e Territorio.