Donald Trump, da quando è stato rieletto, ha l’ossessione della Groenlandia. Un’ossessione a tal punto di minacciare di prendersela con la forza rischiando altre crisi diplomatiche in un periodo storico molto turbolento. Ma come mai questa ossessione? Per altro non è l’unico a puntare sulla Groenlandia. C’è chi come Trump lo esterna in maniera violenta e arrogante e chi, come la Russia, lo fa in modo silenzioso. Perché questo tanto interesse su un territorio in gran parte ghiacciato e quasi del tutto spopolato?
Trump vuole la Groenlandia per tre motivi principali che nulla hanno a che fare con la sicurezza degli USA come riferisce ai cittadini. Il primo motivo sono le risorse naturali. Infatti la Groenlandia è ricca di minerali preziosi come il litio, grafite, nichel, uranio e terre rare, cruciali per la transizione energetica come le batterie per auto elettriche. Gli USA ridurrebbero la dipendenza dalla Cina, che oggi fornisce il 70% di queste risorse agli Stati Uniti. Il secondo motivo è la posizione strategica. L’isola è un punto chiave per la difesa NATO, con la base aerea di Thule che monitora i missili balistici. La sua vicinanza al Polo Nord, a soli 1.500 km, la rende essenziale per il controllo dell’Artico, in un contesto di rivalità con la Russia e la Cina. Il terzo motivo sono le rotte commerciali che, con lo scioglimento dei ghiacciai se ne aprono nuove di quelle marittime artiche, vitali per il commercio globale.
A fronte delle minacce di Trump, la maggioranza della popolazione groenlandese teme il neo-colonialismo degli Usa e, infatti, la maggioranza, pur di non diventare statunitensi preferiscono rimanere sotto la corona danese. Nell’isola c’è una forte spinta indipendentistica ma, con le minacce di Trump di volerla annettere agli USA, sta crescendo la paura per gli abitanti della Groenlandia e per questo aumenta il senso di rimanere con i danesi.
Anche la Russia punta molto sull’isola, ma al contrario di Trump con le sue minacce, Putin lo sta facendo in modo silenzioso per il controllo delle nuove rotte artiche e per la possibilità di nuove risorse naturali.
Nonostante le continue pressioni, Trump, o gli USA in generale, non possono prendersi la Groenlandia, per lo meno senza entrarvi in guerra con piena occupazione. I motivi sono tanti: il primo è che la Groenlandia non è in vendita ed è un territorio autonomo del Regno di Danimarca. Inoltre, lo stesso primo ministro danese Mette Frederiksen ha ribadito che la Groenlandia non è in vendita. Il secondo motivo è il diritto all’autodeterminazione, cioè il popolo groenlandese ha il diritto di decidere il proprio futuro e molti movimenti indipendentisti spingono per maggiore autonomia e non per diventare statunitensi. Inoltre, come terzo motivo, ci sono Russia e Cina in agguato, entrambi non accetteranno l’egemonia di forza degli USA in quest’area strategica.
