• 26 Maggio 2024
La mente, il corpo

A volte il dolore si rifugia silenzioso come dentro una bottiglia. Resta fermo annidandosi fra vetro e realtà e non si rivela se non quando urtando contro l’imprevisto la bottiglia finisce col cadere e a farsi in mille pezzi ed è così che il dolore urla sbattendo contro le pareti dell’essere umani. Nelle corsie degli ospedali si alternano passi veloci a soste di ansia, si attendono voci che spiegano parole poco comprensibili ma che per l’entità ignara della terminologia fanno pensare a patologie nient’altro che tranquille. Ad ogni barella che trasporta pazienti equipaggiati con camici e cuffietta verde segue sempre una scia di speranza che si attacca agli ascensori e resta fra le ore tra bisturi e preghiere.

Uomini o donne, sono numeri ben catalogati nel registro del destino, seguono il corso della loro storia sottraendo al tempo una fetta di presente dall’anestesia che mimetizza col sonno le ore fra le mani del chirurgo che microscopicamente s’intrufola nel cervello dopo aver inciso senza chiedere permesso attraverso la dura madre, si inoltra ed esplora,catturando il male, quel male,che ha prepotentemente invaso e modificato la vita di chi ha scelto come nutrimento. Il risveglio al nuovo giorno avviene in una stanza dove macchinari e strumentazioni sofisticate contano ogni battito vitale monitorando il respiro e la forza per ritornare ad affrontare la propria storia.  Si ritroveranno giorni dopo, gli stessi uomini o donne in una sala d’attesa, a condividersi affetti e progetti segnati dai segni della guerra contro il male, alcuni senza più le normali  funzionalità motorie, giovani o vecchi ma tutti reduci dalla stessa battaglia che in realtà è appena cominciata. Spinti sulle sedie a rotelle da abile personale sanitario , i pazienti mostrano come trofei le cuciture  in testa e le mani ormai dormienti. Il ritorno a casa modifica ogni precedente abitudine, tutto è misto fra rabbia e salvezza, fra vittoria e adeguamento.  Il dolore che restava chiuso come in una bottiglia è ora padrone della clessidra e attimo dopo attimo scandisce il giusto dosaggio per rieducarsi a nuova vita. E come la Primavera la rinascita si presenterà con nuovi colori da inserire su una nuova tela dove ognuno sarà l’autore di un capolavoro tratto dalla volontà di combattere quel cancro che crescendo si nutriva di ciò che erano,esseri inconsapevoli di “essere” dimora di quel silenzioso e traditore male! Ed è la storia del secolo,la realtà della nostra era, la incontenibile forza di voler sopravvivere, ma anche la disperazione di chi non riesce ad accettare certi cambiamenti come cicatrici indelebili segni di un passato che non potrà ritornare a splendere. Fondamentale è comprendere di essere in vita! Di essere ancora nonostante tutto.

(Dedicato a tutti coloro che ogni giorno entrano al Centro Neuromed di Pozzilli,fiore all’ occhiello del Molise, un centro che con professionalità rende al Sud i meriti giustamente riconosciuti. Per tutti i pazienti che con la paura negli occhi e la speranza nei cuori  affidano totalmente la loro vita nelle mani di Dio affinché siano Esse la forza per guidare le mani dei medici . Per  ogni chirurgo che impiega ore e ore in sala operatoria fino a tarda notte e ne esce con gli occhi rossi e stanchi e che anche se stremato ha sempre il sorriso a disposizione per i familiari che attendono l’esito dell’intervento . Infermieri, tirocinanti, oss, tutti fanno parte di un sistema che benché si racconti della mala sanità, alla Neuromed non trova note negative ma solo con voce all’unisono buona gestione e tanta professionalità. )

Autore

Carmela Picone nasce nel 1969 a Solopaca , in provincia di Benevento. Dopo aver conseguito il Diploma di Maturità Classica, leggendo Pirandello scopre la passione per il teatro. Partecipa e vince un concorso letterario con La Libroitaliano Editore e vede le sue poesie pubblicate in un’antologia. Scrive il romanzo “Gocce d’Amore” che ottiene immediato successo tanto da interessare un regista romano che chiede all’autrice di scrivere una sceneggiatura tratta dal proprio libro per la progettazione di un film. Nel 2021 scrive “La poesia delle parole semplici” una silloge pubblicata dalla Atile Editore. Le passioni restano la scrittura, i viaggi ,la recitazione e la pittura . Ama molto viaggiare, scoprire nuove culture, ammirare nuovi paesaggi e far tesoro delle emozioni che ne scaturiscono dopo ogni luogo ammirato. La sua ambizione più grande resta quella di promuovere il territorio nel quale è nata, e dove oggi s’impegna nel sociale per tenere vive le tradizioni e per portare alla conoscenza di tutti la meraviglia e i tesori della sua terra. piccola perla del Sannio.