• 14 Giugno 2024
Musica

Il Sannio non è ricco soltanto per i frutti che produce la sua terra ma anche per la preziosità che il suo popolo offre nella formazione di veri e propri talenti. Ed è doveroso farvi conoscere una perla del Sannio che con la sua voce riuscirebbe ad incantare non solo Ulisse ma anche la stessa Circe!

Chi la conosce è abituato a chiamarla Alina ma sarà lei stessa a parlarci di sé, della sua passione per la musica e per il canto.

Buon pomeriggio Alina, sei veramente una perla luminosa non solo per bravura ma anche per la tua bellezza. Raccontaci di te, permetti a tutti di conoscerti e di apprezzarti per le tue doti canore ma anche per la tua infinita dolcezza.

– Mi chiamo Pasqualina Malgieri e sono nata il 3 febbraio 1998 a Cerreto Sannita. Vivo a Solopaca, paese a me molto caro. Fin da piccola, la musica ha sempre fatto parte della mia vita, quasi come un membro della famiglia. Cresciuta in una casa dove le note risuonavano costantemente, ho respirato l’arte e la passione per l’opera sin da quando ero nel grembo materno. I miei genitori, entrambi musicisti, hanno nutrito questo amore fin dai primi anni. Mio padre, Michelangelo Malgieri, è stato un corista che ha calcato le scene di teatri prestigiosi come l’Arena di Verona, ed ha viaggiato fino in Giappone con il Teatro San Carlo di Napoli. Mia madre, Antonietta Amore, è un soprano che ha sempre amato l’opera e mi ha trasmesso questa passione. Ma d’altronde mia madre mi racconta che a soli due anni, mi arrampicavo sul pianoforte; poi ho frequentato Musicologia presso la facoltà di lettere e filosofia alla Sapienza Università di Roma, ottenendo  il massimo dei voti e con lode. Tuttavia, il vero punto di svolta nella mia formazione è stato l’incontro con il maestro Mara Naddei, un’artista di straordinario talento e sensibilità; illustre soprano, attrice e straordinaria insegnante di canto di grandi nomi della lirica che hanno calcato le scene di tantissimi teatri del mondo, tra cui cito il Metropolitan Opera di New York. Il maestro Naddei non solo ha affinato la mia tecnica vocale, ma ha anche plasmato la mia anima artistica, trasformando profondamente il mio modo di vivere la musica. La sua guida, pazienza e generosità sono state fondamentali per la mia crescita professionale. Sicuramente non posso non citare il mio debutto all’Arena di Verona: è stata un’esperienza indimenticabile! La grandezza dell’Arena di Verona, con la sua storia e il suo fascino, mi ha donato emozioni indimenticabili durante le serate estive all’aperto, sotto il cielo stellato. Partecipare come corista in produzioni di opere come Traviata, Carmen, Nabucco, Aida e Turandot mi ha permesso di comprendere appieno la magia del palcoscenico. Ogni nota cantata all’interno di quelle antiche mura ha rafforzato in me la convinzione che la mia vita sarebbe stata dedicata all’opera. Difatti dopo l’Arena di Verona, ho tenuto concerti e masterclass che mi hanno permessa di cantare in vari luoghi, ma tra tutti, quello che porto più nel cuore è il Teatro Verdi di Busseto, in quanto è un omaggio dei bussetani al mio amato Giuseppe Verdi, un compositore che ha sempre avuto un posto speciale nel mio cuore fin dai primi ascolti da piccola. E non è stato un caso che le sue opere hanno accompagnato i momenti più importanti della mia carriera, dalle audizioni ai concorsi, fino ai concerti. La sua musica mi ha ispirata e continua a farlo ogni giorno. Ho avuto l’onore di ricevere numerosi riconoscimenti:

1° premio, VI concorso internazionale di esecuzione musicale “città di Baronissi categoria b4;  

1° premio assoluto, concorso musicale mediterraneo Sannicandro di Bari, sezione I internazionale, categoria I;

1° premio, IV concorso internazionale musicale Nocera (CIMN) categoria C.

Tuttavia, il premio che mi ha dato maggiore soddisfazione è stato il premio Antonio Sallustio per la migliore esecuzione di un’aria del repertorio lirico di Giuseppe Puccini e Giuseppe Verdi con votazione di 100/100 e lode con menzione, conferitomi dai maestri Anna Maria Sallustio e Damiana Sallustio, figlie dell’illustre baritono Antonio Sallustio, che ha cantato nei teatri di tutta Italia, tra cui il nostro amato teatro san carlo; un riconoscimento che mi ha riempito di orgoglio e che dedico al maestro Naddei e alla mia famiglia. La mia vita artistica è in continua evoluzione. Attualmente, sto lavorando a nuovi progetti con il maestro Naddei, tra cui la registrazione di brani inediti del maestro Claudio Ciampa, accompagnata al pianoforte dal maestro Marina Rosato. Questi progetti rappresentano solo l’inizio di un lungo percorso di preparazione e di soddisfazioni. mi sento incredibilmente fortunata per il supporto e l’amore che ho ricevuto dai miei genitori, dalla mia famiglia, dalla mia insegnante e da tantissime persone care, ogni passo avanti nella mia carriera è un tributo al loro sostegno incondizionato. La mia aspirazione è di continuare a crescere come artista, di esplorare nuovi orizzonti musicali e di condividere la bellezza dell’opera con il mondo. L’opera è la mia vita, la mia passione, e sono grata di poter vivere ogni giorno immersa in questa meravigliosa arte. Guardando al futuro, sono entusiasta delle opportunità che mi aspettano e sono determinata a dare il meglio di me in ogni performance. La mia carriera è una continua scoperta, un viaggio che mi porta a esplorare nuove dimensioni della mia arte e a condividerle con il pubblico che mi segue e mi sostiene con affetto.”

Cosa vuoi dire ai giovani della tua terra, per avvicinarli all’arte canora, all’amore per la musica, per incoraggiarli a non arrendersi?

– Ai giovani della mia terra vorrei dire che la musica è una forza straordinaria che può trasformare la vita. Crescere con l’arte canora e l’amore per la musica non solo arricchisce l’anima, ma offre anche una prospettiva unica sul mondo, fatta di bellezza, espressione e connessione umana. Vorrei incoraggiarvi a esplorare il vostro talento, a seguire i vostri sogni con determinazione e a non arrendervi mai di fronte alle difficoltà. So che il percorso artistico può essere pieno di sfide e momenti di incertezza, ma è proprio in quei momenti che si costruisce il carattere e si rafforza la passione. La musica richiede dedizione, sacrificio e tanto lavoro, ma le soddisfazioni che ne derivano sono immense. Ma soprattutto ai giovani vorrei dire che l’opera è molto più contemporanea e rilevante di quanto possa sembrare a prima vista. L’opera non è solo una forma d’arte antica, ma un’esperienza viva e vibrante che parla di emozioni umane universali come l’amore, la gelosia, la passione, la vendetta e il sacrificio. Questi sentimenti sono senza tempo e ci riguardano tutti, indipendentemente dall’epoca in cui viviamo. L’opera ha la straordinaria capacità di raccontare storie attraverso la musica, la recitazione e la scenografia in un modo che può essere incredibilmente coinvolgente e toccante. Pensate ai film e alle serie TV che amate, spesso ricchi di dramma, intensità emotiva e colpi di scena. L’opera offre tutto questo, ma con l’aggiunta di musica potente e sublime che amplifica ogni emozione. L’opera non è solo per un’élite o per chi ha una conoscenza approfondita della musica classica. È per chiunque abbia la curiosità e il desiderio di esplorare nuove forme di espressione artistica. Inoltre, l’opera è un’opportunità per connettersi con una comunità globale. Gli amanti dell’opera condividono una passione comune che trascende le barriere culturali e linguistiche. Vorrei tanto che venga data dai giovani una possibilità all’opera. Andate a vedere una rappresentazione, ascoltate le storie, lasciatevi trasportare dalla musica. Potreste scoprire un mondo nuovo e affascinante, che vi parla in modi inaspettati e profondi. L’opera è un’arte viva, in continua evoluzione, e ha ancora molto da dire e da offrire alle nuove generazioni. Non lasciatevi ingannare dall’idea che sia qualcosa di vecchio e polveroso; è al contrario, una fonte inesauribile di emozioni e di storie che aspettano solo di essere scoperte e vissute.

– Ogni volta che sei in procinto di esibirti hai un rituale che segui?

– Ho due rituali: il primo: chiudo gli occhi, ascolto un’aria d’opera cantata dalle mie artiste preferite e visualizzo me stessa su un palcoscenico mentre la canto.

Il secondo: mi guardo allo specchio e ripeto ad alta voce “goditi questo momento perché è quello che hai sempre voluto”

– Ho avuto modo di assistere alle tue esibizioni e ciò che mi ha colpita ogni volta è il tuo sorriso vero, non di plastica, non di quelli di scena. Tu sei vera e solare, comunichi le tue emozioni attraverso lo sguardo, le espressioni e la tua delicata movenza.

Qual’è il segreto? Quale il tuo pensiero felice che ti accompagna?

– Ogni volta prima di cantare, sia che si tratti di una lezione di canto o di un’audizione, ripenso

sempre a quel momento in conservatorio quando mi fu detto che non avrei mai potuto cantare opera nella mia vita. Quelle parole mi ferirono profondamente, decisi di non voler più cantare. Ecco perché ripeto sempre che il maestro Mara Naddei mi ha guidata fuori da un tunnel oscuro, restituendomi la luce e la speranza nel mio percorso artistico. Per cui oggi, prima di ogni esibizione, apro gli occhi e mi ripeto: “Guarda ora cosa sta succedendo, devo godermelo fino in fondo perché ne ero stata privata! Il mio sogno era stato distrutto e mai più a nessuno permetterò di farlo”

Ovviamente per me, cantare è vita, è gioia, è respirare. È un’esperienza che mi riempie di un’immensa felicità e gratitudine. Quando salgo sul palco, non posso fare a meno di sorridere, perché sto vivendo il mio sogno. Questo sorriso è autentico perché nasce dalla consapevolezza di aver superato le avversità e di poter fare ciò che amo di più al mondo con la consapevolezza che la strada da fare è ancora tanta e che il lavoro sarà lungo e duro. Comunicare le mie emozioni attraverso lo sguardo, le espressioni e i movimenti è il mio modo di condividere con il pubblico la bellezza e la magia dell’opera.”

L’ultimo tuo successo che ti ha vista vincitrice al concorso internazionale Mediterraneo” al castello di Sannicandro, raccontaci in sintesi come lo hai vissuto?

– Di solito mi avvicino alle competizioni senza grandi aspettative, consapevole che c’è sempre molto da studiare, ma con il massimo impegno e concentrazione. Quindi, quando ricevo premi o riconoscimenti, rimango sempre senza parole e mi commuovo puntualmente. Anche questa volta è stato così, ma tutto ha avuto un valore aggiuntivo: il riscontro positivo da parte della giuria e, in particolare, le parole dei maestri Anna Maria Sallustio e Damiana Sallustio. I loro commenti, il riconoscimento, l’affetto e la considerazione del mio canto e della mia persona, insieme a tutto ciò che ne è seguito, sono stati incredibili per me. Spero con tutto il cuore di aver adeguatamente onorato la memoria del loro padre, Antonio Sallustio, un grande baritono. Questo è ciò che più mi sta a cuore!

–  Quali sono i tuoi progetti futuri e quali i tuoi sogni nel cassetto?

– Il prossimo sarà la registrazione in sala di pezzi inediti scritti dal maestro Claudio Ciampa accompagnati al pianoforte dal maestro Marina Rosato… per il resto non dirò ancora nulla perché abbiamo un po’ di audizioni da fare e da brava campana superstiziosa non svelerò nulla. Ho un grande sogno nel cassetto: cantare da solista al teatro San Carlo, un teatro per me speciale! Lì ho visto la mia prima opera, lì ho versato le mie prime lacrime di commozione, lì sono stata ispirata da grandissimi artisti… per me è casa”.

E noi attenderemo con immensa trepidazione la realizzazione di questo tuo desiderio. Siamo certi che la persona che ti stava spingendo nel baratro dellincapacità e della resa, oggi attraverso le testimonianze del tuo meritatissimo successo abbia imparato che non è costruttivo né educativo disilludere certe passioni perché il lavoro più dignitoso sta nellincoraggiare ed istruire per raggiungere certi obiettivi che potrebbero apparire impossibili. Ed è la più eloquente fra le lezioni impartite da qualunque maestro, quella di insegnare a non mollare mai specialmente quando nelle vene scorre il fuoco della passione. Alina, ovvero Pasqualina Malgieri, è la voce del Sannio, l’orgoglio di noi tutti! Lei che ci rappresenta con eccellenza e professionalità! Questa giovane donna è espressione damore, è il nostro incanto, dovunque essa intona una singola nota, la magia che riesce a creare cattura lo spettatore e si vede ogni volta aprire dinanzi a lei il sipario sul palcoscenico di un nuovo meritatissimo successo. La nostra Alina ormai ha spiccato il volo verso le vette più alte delle soddisfazioni. Saremo con te e ti seguiremo dovunque tu vada, saremo nel tuo cuore e tu nei nostri.

Autore

Carmela Picone nasce nel 1969 a Solopaca , in provincia di Benevento. Dopo aver conseguito il Diploma di Maturità Classica, leggendo Pirandello scopre la passione per il teatro. Partecipa e vince un concorso letterario con La Libroitaliano Editore e vede le sue poesie pubblicate in un’antologia. Scrive il romanzo “Gocce d’Amore” che ottiene immediato successo tanto da interessare un regista romano che chiede all’autrice di scrivere una sceneggiatura tratta dal proprio libro per la progettazione di un film. Nel 2021 scrive “La poesia delle parole semplici” una silloge pubblicata dalla Atile Editore. Le passioni restano la scrittura, i viaggi ,la recitazione e la pittura . Ama molto viaggiare, scoprire nuove culture, ammirare nuovi paesaggi e far tesoro delle emozioni che ne scaturiscono dopo ogni luogo ammirato. La sua ambizione più grande resta quella di promuovere il territorio nel quale è nata, e dove oggi s’impegna nel sociale per tenere vive le tradizioni e per portare alla conoscenza di tutti la meraviglia e i tesori della sua terra. piccola perla del Sannio.