• 26 Maggio 2024
La mente, il corpo

Non è facile parlare di bellezza. A volte può rappresentare un concetto vago, altre volte qualcosa di effimero, più facilmente ricollegabile alla natura, ai suoi fenomeni e alle molteplici sensazioni ad essa legata; come la neve, che diventa padrona di ogni cosa, cattura la scena e meraviglia, eppure è pura e caduca magia. Diversamente, certe teorie estetiche moderne hanno riconosciuto solo la Bellezza dell’arte, sottovalutando la Bellezza della natura; infatti sono stati gli artisti, i poeti, i romanzieri a raccontarci attraverso i secoli che cosa essi consideravano bello e a lasciarcene degli esempi. E oggi, nell’epoca di internet, dei social, del digitale, dell’intelligenza artificiale qual’ è il concetto di bellezza?   una bellezza scenografica, sensazionale e coinvolgente. Forse questa può essere una delle differenze più eclatanti che caratterizzano l’evoluzione del canone di bellezza, da una bellezza che si ammira a una che si vive.  Questo articolo è un viaggio alla scoperta della bellezza nel tempo, che parte dall’armonia nell’equilibrio tra Apollo e Dionisio dell’Antica Grecia, attraversa la bellezza discreta e incantevole della natura dell’Antica Cina, prosegue nel Medioevo dove Dio è l’eterna bellezza, e la donna ne è ancora alquanto distante, un ritorno ulteriore vi è nel Neoclassicismo, dove l’imitazione degli antichi Greci fa risplendere l’armonia, che continua a coesistere nel sentimento sublime del Romanticismo.Nell’arte greca la bellezza legata al corpo, non conosce ambivalenze, all’idea di bellezza gli antichi Greci associano i concetti di grazia e perfezione. Corpi perfetti, scolpiti e costruiti secondo canoni estetici ben definiti; dei e atleti sono gli esseri superiori con cui devono misurarsi i comuni mortali. In oriente invece la bellezza viene concepita come frutto di Consapevolezza e Armonia. Infatti nella cultura cinese, la visione interiore non significa soltanto l’introspezione psicologica o spirituale, ma anche la capacità dell’uomo di guardare dentro il proprio corpo in modo quasi reale; solo quando non ci sono spigoli nel corpo, corpo e spirito possono essere una sola cosa e la visione interiore diventa anche corporea.Nel Medioevo la bellezza non era creata perché l’uomo la desiderasse di per sé, ma come mezzo attraverso il quale il suo spirito potevano raggiungere la purezza. Tuttavia, il godimento spirituale, premessa dell’arte medievale, nasceva anche da un piacere estetico: Dante dinanzi all’apparizione di Beatrice ne è un esempio emblematico.

Alla fine del Medioevo, l’oscurità lascia spazio alla luce e alla rinascita: l’uomo è di nuovo al centro dell’universo e diventa oggetto di studio insieme alla bellezza, all’arte in ogni sua forma. Prende avvio il Rinascimento. Nel 1490, il pittore Leonardo da Vinci ne propose una famosissima interpretazione grafica. Botticelli dipinse in più opere la personificazione della bellezza quattrocentesca, la fronte alta, il mento ben definito, la pelle pallida, i capelli biondi, la bocca stretta e le labbra carnose.

Nel Novecento si assiste sempre di più ad una centralità della donna, soprattutto tra gli anni Sessanta e Settanta  il corpo diventa argomento centrale della società, della comunicazione e dell’arte. Sono gli anni della cultura hippie, della liberazione sessuale e del movimento femminista, e poi quelli delle contestazioni studentesche e delle lotte operaie; anni di grandi cambiamenti sociali e culturali. Siamo le generazioni della televisione, dell’era di Internet, della moda e della comunicazione, e l’arte, inevitabilmente, registra e sintetizza tutto questo. Si sono seguiti modelli diversi di donne nel corso degli ultimi anni del Novecento ,da quelli androgini  a quelli formosi e procaci delle pin-up e dell’epoca d’oro di Hollywood, passando di nuovo per le figure esili e sottili degli anni ’60 per arrivare alle prime top model atletiche e formose degli anni ’80. Negli anni ’90 torna l’ideale di magrezza portato, potremmo dire, all’esasperazione, con le celeberrime modelle definite addirittura “heroin chic”, magrissime, androgine e diafane, che vengono fortunatamente sostituite dal modello di bellezza dei giorni nostri che è caratterizzato da una figura femminile magra, ma di una magrezza “sana”, dove la pancia è piatta, ma il seno e i fianchi sono prosperosi e sodi e i volti sono luminosi e intensi, caratterizzati da labbra carnose, occhi profondi, nasi delicati e zigomi scolpiti. La bellezza nel tempo cambia, così come la moda. I canoni della bellezza maschile sembrano congelati nel tempo, risalenti a circa tremila anni fa e rimasti sempre gli stessi. Per quanto riguarda il corpo femminile, però, l’argomento è ben diverso. Dunque, facendo riferimento anche alle opere d’arte e a come nel corso degli anni la figura femminile sia cambiata nelle sue forme e nelle proporzioni: la bellezza non è un dato assoluto, ma cambia e si evolve nel tempo, segue le mode e le tendenze ed è mutabile a seconda del luogo e della società.  La bellezza nel tempo cambia e cambiano anche le icone di riferimento. Nel corso degli anni, acconciature e trucchi si sono evoluti in continuazione cambiando come conseguenza, anche gli ideali di bellezza in quel determinato periodo storico. In ogni parte del mondo ragazzi, ragazze e bambini di ogni età vengono reclutati per fare carriera come indossatori, fotomodelle, per partecipare a concorsi di bellezza, ecc. Si dice che solo negli Stati Uniti si tengano ogni anno centinaia di migliaia di concorsi di bellezza. I vincitori ricevono migliaia di dollari in contanti, premi e borse di studio. Per pochi privilegiati, vincere un concorso di bellezza ha significato trattenimenti redditizi e una carriera nel mondo della moda. Per molti altri invece è un modo per vincere le proprie paure, bassa stima in se stessi; per altri ancora è solo un modo per divertirsi, mettendosi in gioco, vivendo esperienze diverse. Il concorso, il cui più longevo organizzatore, dal 1959 al 2002, è stato Enzo Mirigliani (seguito dalla figlia Patrizia), ha visto tra le sue concorrenti Lucia Bosè, Silvana Pampanini, Sophia Loren Gina Lollobrigida, Roberta Capua, Martina Colombari, Caterina Balivo, e, Miriam Leone. I concorsi di bellezza, negli ultimi tempi   stanno cercando di diventare più inclusivi e aprire le loro porte a diverse categorie di donne dal punto di vista sociale, etnico e di orientamento sessuale. Si cerca di stare al passo con i tempi in un’epoca in cui c’è particolare attenzione alla sensibilizzazione di temi come il bodyshaming, il femminismo e l’emancipazione. Tra questi ho avuto il piacere di partecipare il 5 Maggio scorso a Capua, Caserta,  alla prima tappa del tredicesimo edizione  Miss Fashion in tour, con Cinzia Imparato, decretando come vincitrice la diciassettenne ballerina Ileana Fiorillo di Dragoni; 36 ragazze giovanissime, eleganti nel portamento e molto belle, con grande emozione hanno sfilato dinanzi alla giuria per ricevere solo una di loro la corona che l’avrebbe portata in semifinale, prendendo il post quest’anno alla miss del 2023 Anastasia Casolla.

Tra queste è stata premiata anche una ragazza down, suscitando una forte emozione da parte delle centinaia di persone presenti e, tra le stesse ragazze, non competitive, ma amiche, solidali, complici, attraverso una passerella di emozioni, non di amara competizione, ma di stimolo e divertimento, nella speranza che potesse concedere ad alcune la  possibilità di un lavoro nella moda, nella televisione. Certo il dibattito pubblico si accende quando si evidenzia tale contrasto: i concorsi di bellezza sono figli di un passato pre femminista e patriarcale, in cui le donne sono giudicate solo in base all’aspetto fisico, oppure risaltano anche i loro talenti, la loro cultura generale e permettono di sensibilizzare tematiche importanti?

Autore

Giurista e pubblicista. Ha lavorato presso casa editrice e collaborato in 4 testate giornalistiche sia nel Casertano che nel Beneventano; precedentemente titolare di un blog.