• 13 Agosto 2026
Alimentazione

Creati negli anni ’50 a Nerano (Massa Lubrense) alla Trattoria Maria Grazia. Secondo la leggenda, il Principe Pupetto Caravita li inventò nel 1952 usando zucchine fritte e formaggi avanzati, divenendo subito il piatto simbolo del locale.

Dagli anni Novanta in poi,e soprattutto nel XXI secolo, il piatto è diventato celebre in tutta Italia e all’estero, entrando nei menù di numerosi ristoranti e venendo reinterpretato da grandi chef.

Ingredienti (4 persone):

320 g di spaghetti

1 kg di zucchine (rondelle sottili 3 mm)

150 g di Provolone del Monaco grattugiato

50 g di Parmigiano grattugiato

Foglie di basilico fresco, olio per friggere, 30 g di burro, sale, pepe

Procedimento:

Friggi le zucchine a rondelle sottili, scola e lascia riposare.

Cuoci gli spaghetti in acqua salata, scolali 1 minuto prima .

In padella con burro, unisci le zucchine, il basilico e 1 mestolo di acqua di cottura .

Aggiungi gli spaghetti, mescola per 1 minuto.

A fuoco basso: aggiungi i formaggi grattugiati, mescola fino a ottenere una crema .

Servi subito con basilico fresco.

Autore

Nasce in provincia di Napoli nel 1966, fin da bambino ha avuto un debole per la cucina. Appena quindicenne frequenta le cucine di alcuni ristoranti del Vesuviano. Quando arriva il diploma inizia a viaggiare per conoscere e apprendere le cucine regionali, passione che tuttora coltiva, è molto legato alla tradizione, disponibile all'innovazione. I suoi piatti sembrano quadri, hanno una bellezza cromatica accattivante, i colori "vivi" rappresentano per lui la vita. La sua cucina risente molto degli influssi che arrivano da quasi tutta la penisola, è follemente attratto dalla cucina Campana, il suo primo amore. Tutte le sue ricette hanno vita propria, rappresentano istantanee dei momenti politici ed economici degli anni trascorsi, che fanno parte della nostra memoria. Negli anni passati è stato insignito del di diploma di Chef piccante dell'Accademia nazionale del Peperoncino. Recentemente è stato premiato dalla Pro Loco di Vieste come ambasciatore della cucina italiana