• 19 Aprile 2024
La mente, il corpo

La parola erotismo, da Eros, divinità greca dell’amore, indica le varie forme di manifestazione del desiderio erotico che ci attrae verso qualcuno o qualcosa. Secondo Platone, nel momento in cui ne sentiamo la mancanza (desiderium in latino), l’oggetto erotico ci attira verso di sé con la forza di una calamita.

Nella teoria freudiana, invece, il desiderio erotico è concepito come libido, ovvero come un impulso fondamentale che muove l’essere umano verso la ricerca del piacere. L’oggetto erotico, quindi, in questo caso è investito eroticamente come potenziale fonte di soddisfazione della pulsione.

Nel mondo classico greco-romano vi è un evidente contrasto tra la “passione”, con abbondanza di arte erotica (che va distinta da quella pornografica), e la severa castità-verginità imposta ad esempio alle sacerdotesse vestali. Va distinto l’erotismo dalla pornografia: nell’erotismo infatti è importante la presenza di un’emozione, laddove la pornografia si caratterizza per la netta separazione fra la sessualitá e le emozioni che ne sono escluse.

L’erotismo si distingue dalla pornografia in quanto quest’ultima si definisce per ciò che viene mostrato , laddove l’erotismo è definito da ciò che si sente , senza mostrare nessun atto sessuale. Nel linguaggio comune il termine pornografia è spesso erroneamente inteso come una semplice intensificazione di erotismo; un film erotico non mostra gli organi sessuali così come fa un film porno, il quale da par suo non è erotico, vale a dire in grado di provocare emozioni sensuali nello spettatore.

La pornografia va dunque vista come una forma opposta all’erotismo; quest’ultimo è considerato elegante e sottile, capace di affascinare proprio perché non mostra quelle parti del corpo supposte essere oscene. Erotismo è innanzi tutto gioco, ove quello che cerca di ottenere qualcosa si espone mentre l’altro si ritira,  si invita così il partner ad investire il suo corpo, ad essere il suo corpo e ad offrirsi, non come mera e cieca carne ma in quanto fisicità abitata da una persona che è libertà.

Nel succitato Simposio vediamo Socrate spiegare che l’erotismo è superiore, vive e vede più in alto rispetto alla comunità e alla complementarità degli amanti; è un’indicazione verso il Vero. Sacralizzata, la sessualità è tanto spaventosa quanto seducente; secondo Bataille non è affatto immorale, bensì sospende la morale individuale in nome della vita e della specie. Il desiderio sessuale, legato alla riproduzione, oltrepassa l’orizzonte dell’istinto di autoconservazione: l’individuo non si riproduce perché è mortale, ma è mortale perché la vita possa perennemente rinnovarsi. 

Una certa curiosità nei confronti dell’erotismo è del tutto naturale negli esseri umani. Sin dai tempi antichi, ci sono stati continui approcci alla nudità ,in raffigurazioni come quelle della Venere di Milo o delle divinità della fertilità sulle pareti delle grotte preistoriche costituiscono le prove di questo interesse archetipico: il nudo artistico si è espresso coerentemente in tutte le culture e in tutte le epoche storiche, dall’uomo delle caverne a quello d’oggi.

L’erotismo può altresì esplicitarsi in forme e attività non direttamente connesse al suo appagamento concreto, ovvero mediante l’immaginazione o la fantasia. In questi casi esso può concretizzarsi in veri e propri prodotti artistici o intellettuali, come  la letteratura, il cinema,  la pubblicità , la fotografia, l’arte e così via dicendo.

Quando si giunge poi a parlare di erotismo e desiderio sessuale in relazione all’universo femminile e maschile, il discorso si fa ancora più complicato. Numerosi esperimenti hanno dimostrato che, se per gli uomini è sufficiente sentirsi eccitati mentalmente per avere un’erezione, lo stesso non vale per le donne. La corrispondenza tra lubrificazione ed eccitazione mentale è molto variabile: sembra che non bastino immagini esplicite a innescare il desiderio di sesso. Il corpo può anche rispondere, ma la donna può anche non sentire alcuna eccitazione. Per questo ciò che scatena il desiderio maschile non ha lo stesso effetto sulla mente e sul corpo delle donne.

In  molti si sono spinti a indagare i meccanismi e i codici erotici che animano il desiderio sessuale femminile, originando una variegata ricerca erotica. Ne  sono un esempio romanzi erotici come Cinquanta Sfumature di Grigio di E.L. James, preceduta dalla sublime Anais Nin e il suo Il delta di Venere. La fisicità conta, ma non del tutto. Ci sono un’attrazione fortissima, la capacità di accendere il desiderio con un solo sguardo e un feeling così profondo da coinvolgere corpo e mente.

Il bello di un legame di questo tipo è che ti permettere di vivere non solo un’esperienza fantastica, ma anche di conoscere meglio se stessi e di trasformare un’intesa così forte in qualcosa che possa essere più duraturo. In generale, l’erotismo, a differenza della pornografia, tratta il rapporto sessuale in relazione al sentimento. Inoltre, la rappresentazione erotica dei corpi maschili e femminili è rispettosa, nobile, dolce, artistica, mentre quella pornografica fa leva sugli istinti più bassi e tende a ridurre i corpi a merce, trattando di prostitute/i, cioè di soggetti mossi prima di tutto dalla ricerca di un profitto piuttosto che di un piacere o dell’appagamento di un desiderio amoroso.

Infine, mentre l’erotismo si rivolge in genere ad entrambi i sessi, la maggior parte della pornografia è “fallocentrica” cioè è prodotta da maschi (maschilisti) e rivolta ad un pubblico maschile. L’eros può nascere ovunque. Una mano che indugia languida sulle lenzuola, le lunghe ciglia nere che sbattono lente, la carezza del sinuoso percorso di una schiena, un momento di quiete che diventa estasi, l’imprevisto che entra nella quotidianità e si fa mistero, un vestito che all’improvviso sembra troppo corto, un paesaggio che riporta alla prima esperienza della giovinezza. L’erotismo apre le porte all’amore; l’arte può esserne la chiave.

Autore

Giurista e pubblicista. Ha lavorato presso casa editrice e collaborato in 4 testate giornalistiche sia nel Casertano che nel Beneventano; precedentemente titolare di un blog.