• 13 Aprile 2024

In un momento in cui nel mondo tutti chiedono il riconoscimento dei propri diritti, il diritto tra quelli più importanti, il diritto/dovere del voto elettorale, si annulla nell’astensionismo.  In passato abbiamo lottato per acquisire il diritto al voto, dapprima gli uomini seguiti poi dalle donne. Nel voto si esprime una funzione privata, il diritto individuale e una funzione pubblica, come cittadino. Coinvolgimento della dimensione individuale con quella collettiva. 

Il voto è un diritto ed un dovere civico, e tutti gli elettori nell’esercizio del voto si trovano in una condizione di uguaglianza sostanziale. Con il voto l’individuo si colloca nella comunità di riferimento. Con il voto, nel lontano 1946 la popolazione italiana doveva decidere se confermare la monarchia o istituire una repubblica. Con la maggiore età, chiunque può votare, a meno che non ci siano limitazioni come incapacità civile, una sentenza irrevocabile, indegnità morale, misure di sicurezza detentive, un provvedimento di libertà vigilata, divieto di soggiorno in uno o più comuni o province, una condanna ad una pena che comporta l’interdizione temporanea o perpetua dai pubblici uffici. Lo Stato predispone tutto affinché il cittadino possa votare, anche dal proprio domicilio in casi particolari. Il diritto di voto che è un dovere civile e non un obbligo, ha portato fino ai nostri giorni al fenomeno dell’astensionismo. 

Ci si chiede perché abbiamo dei livelli così alti di astensionismo? Perché un nostro diritto non viene esercitato? È iniziato già negli anni ’70 con schede bianche e nulle fino ad arrivare alla non partecipazione di un elettore su cinque e così via. Coloro che decidono di non esprimere la propria preferenza vengono definiti astenuti. Le possibili cause identificate sono relative alla corruzione dei partiti politici, allo sfaldamento o alle disorganizzazioni politiche sul territorio, oppure alla nascita di un maggior numero di partiti. 

Non si ha fiducia nel partito e nelle sue ideologie, semmai, oggi, ce ne fossero. Si è perso il senso di identificazione con il programma politico del partito di appartenenza; si è perso il desiderio di recuperare la propria libertà politica. L’astensionismo è una disapprovazione, nei confronti delle aspettative disattese. Le continue trasformazioni politiche, allontanano il cittadino facilitando sfiducia e rifiuto. 

L’astensionismo può essere l’assenza alle urne, ma, anche andare alle urne e poi produrre una scheda bianca o nulla, perché si ha paura di essere giudicati negativamente dalla società, paura del giudizio morale. 

Il voto non è più uno strumento di cambiamento e per questo non si vota. Altre motivazioni al non voto, possono essere apatia, disinteresse nei confronti della vita politica, disaffezione, essere fuori regione per lavoro, studio, o turismo. Votare è un elemento che permette il funzionamento della democrazia e delle istituzioni. Con il voto il cittadino fa sentire il peso della propria decisione, si misura la relazione tra cittadini e istituzioni e conseguentemente il termometro della democrazia. Gli italiani hanno perduto lo spirito rivoluzionario e innovativo. 

L’astensionismo è deleterio per la politica. Per i giovani l’atto di votare è un diritto acquisito per il quale non si sono dovuti spendere, soffrire, lottare per conquistarlo, e quindi in modo arbitrario e di comodo, possono decidere di avvalersene o meno. Gli astenuti non votando si sollevano da qualsiasi responsabilità e delegano a chi vota la scelta pubblica. Il non voto non è solo una protesta verso la politica, ma anche verso sé stessi, isolandosi dalla cosa pubblica, evitando la prosocialità e la partecipazione alle azioni pubbliche e sociali. Un voto di protesta è anche votare un partito diverso rispetto a quello che si è sempre votato. Esprimere il proprio voto permette il riconoscimento e l’appartenenza alla comunità. Cosa fare contro l’astensionismo? Educare il cittadino al dovere civico fin dalla nascita, la famiglia è la prima istituzione con cui viene a contatto; creare nuove tecniche e possibilità di voto ; digitalizzare il voto con elementi di sicurezza appropriati; proporre una o più possibilità di scadenze elettorali così da conciliarsi con gli impegni dei cittadini; aumentare l’informazione e la sensibilizzazione al voto attraverso molteplici social media, soprattutto per il mondo dei giovani; coinvolgere gli elettori in modo interattivo, continuativo e non solo in prossimità delle elezioni; permettere al cittadino di valutare in anonimato,  l’operato dei candidati; monitorare, comprendere e studiare l’astensionismo per superarlo. Importante è fare una scelta per se stessi e per gli altri.

Autore

Psicologa clinica della persona dell'organizzazione e della comunità Psicogeriatra e docente dello stesso Master - La Sapienza. Coach cognitivo Criminologa minorile Dipendente Regione Lazio