• 19 Aprile 2024
Editoriale

La democrazia globale, rende  gli individui, apparentemente tutti liberi, ma concretamente sottoposti ad una costante sorveglianza, dove la percezione reale è confutata da un flusso di dati individuali, che assembla e accumula le identità degli esseri viventi pari ad organismi universali come algoritmi biochimici, sospinti a credere che la vocazione cosmica dell’umanità è creare un sistema globale omnicomprensivo, capace di fondersi in sé , cioè sospinti a sperare in un universo la cui cosmicità sia interagire all’interno di detto flusso.

Teoria molto emulata da un neocapitalismo, altrimenti detto della sorveglianza, dove l’individualismo cede il passo all’accumulo informatico interfacciale di dati fluidi, senza alcun genere che si omogenizzano in una unica realtà virtuale.

Shoshana Zuboff, sociologa, saggista, conia per la società moderna, questa frase, “Il Capitalismo della sorveglianza”, cercando dopo anni di studi, di trasmetterci la pericolosità, e la pervasività dell’attuale sistema digitale, che invade le nostre coscienze in ogni momento virtuale della navigazione, “ogni nostro gesto, in internet,  è subordinato ad un rapimento dei nostri sensi, delle nostre emozioni primarie” Goleman, riducendo l’intelligenza emotiva, ad una passiva azione contratta da un mondo irreale, dove il nucleo emozionale da positivo oltre a divenire negativo, è soggetto altresì ad una costante sottrazione di dati reali, ovvero la nostra identità interconnessa, ne subisce una frode altamente invasiva.

L’autonomia individuale, fondamento delle democrazie, più moderne, sta subendo una alterazione, senza ritorno. L’universo algoritmo di dati, ci rende spersonalizzati e non più liberi, sottoposti ad una costante sorveglianza capitalistica, generata da una informatizzazione, digitale, puntualizzata per renderci utenti di offerta commerciale globale sempre più accattivante, in grado di rispecchiare tutti i desideri  comunitari e globali più reconditi, con uno scopo ad alto profitto per le multinazionali e per un mercato finanziario free, senza barriere, senza regole, fortemente sovversivo di un equilibrio  non solo umano e ambientale non più sostenibile.

Questo condizionamento, inverso della realtà e della individualità, avviene senza freno attraverso portali e piattaforme, performanti, che scrutano negli interstizi, fanno credere che gli algoritmi possono, renderci persone, libere o esseri migliori, perché, conoscono le nostre emozioni, i nostri bisogni, e le umanizzano per una loro sempre maggiore commercializzazione.

Il condizionamento, della cultura secolarizzata e stratificata nel nostro immaginario, è ormai in corso, ma perché pur identificando la vita in poche, semplici abitudini, basilari, ossia come una vita eticamente buona, quale che sia la cultura e l’ordine sociale di ognuno, l’essere umano consciamente tende a sbagliare?

Perché, in effetti, siamo utenti, consumatori assidui, stiamo acquistando e pagando quanto ci viene sottratto, incapaci di una reazione razionale, continuiamo a confonderci e sottoporci ai nuovi poteri. La comunicazione soffusamente elargisce attraverso una governance unica, di scambio, una forza che spinge a sorvegliare la vita di ogni soggetto, e il mercato virtuale globale di scambio, contemporaneamente, grazie ad un surplus di avanzi correnti, si arricchisce con le informazioni-dati derivanti dagli scambi commerciali globali.

La finanziarizzazione, dell’economia, denota un futuro diverso, ogni prodotto on-line, e off-line, una nuova offerta e un nuovo mercato di dati, che non veicolano i nostri valori umani, ma consentono un alter ego della nostra identità. La strumentalizzazione dei dati ha fini, assolutamente promiscui, non solo per una utenza commerciale, ma anche politica, il proximity marketing coinvolge l’utente politico anche in una propaganda veicolata non più nell’agorà classica, ma digitale. Pertanto, possiamo immaginare che tra dieci anni, secondo un’evoluzione biotecnologica dei chip digitali, interconnessi e introdotti nei nostri cervelli, preposti ad intercettare analiticamente le onde celebrali, come queste preferiscono acquistare un’offerta commerciale o politica, la localizzazione dei dati scaricati direttamente, nel software digitale consentirà che non sarà più necessario votare o fare una proposta politica. Saremo programmati per una democrazia digitale, che analiticamente opterà per un governo non politico ma assolutamente tecnico, forse dove i diritti, inclusivi sono l’antitesi delle nostre volontà percepite.

Uno scenario, non futuristico ma scientificamente evoluto, dove i confini tra sorveglianza e politica saranno, marginali forse assolutamente assenti. Una matrix, della politica moderna, un potere digitale, economico e politico dove la predizione, non è più necessaria, carpire le intenzioni della gente è analiticamente predisposto da un algoritmo digitale biologico. Non avremmo più bisogno di elezioni, una società apparentemente evoluta, altrimenti sorvegliata e ricapitalizzata ai bisogni dei poteri digitali, una governance avanzata dove IA interagisce con la realtà e la domina.                          

Lontani da un mainstream culturale, molti filosofi moderni, molti pensatori contemporanei, malgrado l’evoluzione inversa della realtà, ovvero un declino economico, dell’economia globale, che sta mostrando le sue debolezze reali, rincorre essa un’era digitale che ci trasla verso una matrix dei servizi, dei beni, e dei bisogni umani, orbene, cercano ancora di trovare una logica razionale ad un’etica dei conflitti morali e spirituali della modernità.

Alasdair Maclntyre, pensatore scozzese, filosofo, già ricercatore di un pensiero non univoco, richiamandosi ad Aristotele e san Tommaso d’Aquino, riporta la sua narrativa filosofica, nella possibilità umana di condurre una vita, lontana dalle assurdità moderne, per una fioritura dell’uomo e delle sue virtù e profondità etiche e morali. Lontano da un utilitarismo etico, il filosofo massimizza un’identità comunitaria, proponendo nella vita la massimizzazione non della soddisfazione utile, ma dell’utile massimizzazione dell’utilità, misura di azione giusta, con assenza di errori. La stessa economia dice il pensatore, nell’intesa aristotelica, deve tendere alla realizzazione della sua soddisfazione e predizione di essa attraverso una cooperazione e realizzazione dei beni comuni, così da espletare per la collettività i beni individuali.

La complessità, di ciò spinge ad una rivoluzione capitalistica, forse con l’ausilio della tecnologia avanzata, sviluppando capacità e potenza produttiva, siamo in grado nelle moderne democrazie ad elevare i livelli della vita, senza sottomettere, la politica economica a poteri digitali, che regrediscono, l’autonomia individuale, marginalizzando le forme tradizionali di vita e creando grottesche diseguaglianze, di reddito e benessere diffuso.  

Ma le coscienze non sono esenti da una pura considerazione scientifica, oggi, nell’era ultra digitale, Federico Faggin, fisico, inventore del microchip, e dei microprocessori e poi del touch screen, non avulso dalla sua cognizione spirituale ipotizza che la coscienza e un fenomeno quantistico fin dall’inizio dell’universo. L’apertura per un nuovo dibattito, e una nuova visione del mondo, non è però disgiunta da una coscienza che resta performante e manipolata dalla realtà, anche se altri fisici, come per esempio Penrose e Hameroff, si spingono dove la fisica quantistica è in comprensione con la biologia cellulare, e propongono studi sull’immortalità della coscienza. Dunque, allontanarsi dall’individuo e dal suo libero arbitrio, è pericoloso, non solo per una società sorvegliata, ma anche per una collettività globale governata dalla sterilità degli algoritmi biochimici, speranzosi, che il buon senso diventi interdisciplinare, e che le coscienze di massa siano orientate nel giusto, per una vita eticamente corretta, la sperimentazione supponiamo sia scevra da dominii, e da spinte capitalistiche senza moralità senza coscienza o dove la coscienza non è intesa nella sua specifica integrazione tra l’anima e l’agire umano.  

Autore

Economista, Bio-economista, web master di eu-bioeconomia, ricercatrice Unicas, autrice e ideatrice di numerosi lavori scientifici in ambito internazionale. Esperta di marketing. Saggista, studiosa di geopolitica e di sociopolitica. È autrice dei saggi “Il paradosso della Monarchia” e di “Europa Nazione”. Ha in preparazione altri due saggi sull’identità e sulla politica europee.