• 10 Maggio 2026
La mente, il corpo

La vita è come un boomerang, fai il tuo lancio e ti ritorna! Dipende dalla forza, dall’intensità, dalla passione di quel lancio, così come lo tiri allo stesso modo seguirà il suo ritorno.

Ogni persona semina per poi raccoglierne i frutti, se alla semina segue una buona cura, si raccoglieranno ottimi frutti, se al contrario al seme piantato ne seguirà il nulla, il niente si avrà.

E cosí il vivere appieno la vita, nella più alta forma di rispetto e di altruismo, porterà a beneficiare dello stesso amore donato in ogni sua forma.

Non è difficile rispettare, sorridere, condividere, amare con semplicità, essere umili, veri, genuini. C’è bisogno di essere se stessi senza paure, senza inganni. L’umanità è una parentesi meravigliosa della vita, è un punto fermo per l’essere umano, è la più bella galassia abitata dai sentimenti, i soli capaci di annientare la meschinità. Chi possiede il dono della sensibilità e dell’amore   fraterno non resterà mai solo nella vita.

Ho conosciuto un grande uomo, semplice e umile, aveva le mani callose, il viso segnato dal tempo,lo sguardo allegro, il cuore di sole. Raccontava dei tanti sacrifici, lavorando lontano dal suo paesino, quasi perduto, nelle grandi città europee. Raccontava di aver lottato per arrivare al suo futuro con la volontà di restare nella sua terra, fin da ragazzo aveva dovuto fuggire dalla realtà dei suoi giorni, per costruirsi il proprio presente in previsione di un futuro.

E così riuscí a costruirsi una famiglia, una casa, una dignità. Riuscì a conquistarsi la fiducia e l’affetto di tutti, riuscí ad entrare nel cuore di tutti. Non fece grandi cose ma fece cose grandi. Si donò senza pretese, diede a tutti ciò che aveva anche privandosene del tutto pur di gratificare il prossimo. “Ama il prossimo tuo come te stesso” fu il comandamento che imparò e che esegui’nel suo quotidiano. Lui conosceva il significato profondo nel dire “Grazie”, si scusava se capiva di aver arrecato fastidio o disturbo. Nonostante la sua grande esperienza che lo rendeva preparatissimo in tutto,  da piccolo frequentò le elementari ma  per le scuole medie, con grande volontà, dovette attendere l’ età adulta, quando aveva già dei figli data l’ impossibilità di poter studiare a tempo debito. Da quell’ uomo ho imparato a dare valore ad ogni giorno, ad ogni piccola, minuscola creatura, ad ogni gesto, ad ogni parola. Da quell’ uomo ho imparato a vivere ma anche a morire. Fu anche un grandissimo testardo, ma imparai ad apprezzare il suo lato egoistico, perché era semplicemente un attaccamento profondo alla vita, al senso di protezione verso la sua famiglia. Spesso è difficilissimo accettare certi cambiamenti che sembrano cozzare con le abitudini, eppure ogni contesto ha un tenerissimo significato. La malattia di quell’ uomo arrivò quando aveva circa cinquant’anni e rendergli debole il cuore, ma ne visse altri trenta finché altri organi vitali divennero troppo labili e  lo portarono via per sempre dal soffio della vita. Quando gli ospedali non potettero più curare e nella sua casa non avrebbe potuto avere tutta la protezione medica che necessitava,fu ricoverato in un Hospice.

Gli Hospice sono posti che in pochi conoscono ancora davvero,finché la vita non ti ci porta. E chi ci lavora fa un mestiere che è prima di tutto umano. In Hospice non si cura per guarire ma si “prende cura per accompagnare”.

L’ obiettivo è la qualità dei giorni , non la quantità. Si guardano i pazienti come uomini e donne e non come il paziente del letto 2 o 3. La prima missione dell’ equipe medica è di assicurare che non ci sia sofferenza fisica. Sedazione palliativa, gestione del respiro, dell’ alimentazione…tutto per dare serenità e dignità fino all’ ultimo.

In ospedale il tempo è cronometro, in Hospice il tempo rallenta. C’è tempo per sedersi sul letto, per tenere una mano,per ascoltare. C’è tempo per la famiglia H24, per spiegare,per piangere insieme. E’ assistenza ma soprattutto è Presenza.

Le stanze sono singole, con una poltrona letto per chi resta la notte, c’è una cucina, un terrazzo, un salotto provvisto di pianoforte, si può portare il proprio cuscino, la foto di famiglia, addirittura in visita l’animale domestico. Tutto deve diventare familiare. Anche il sorriso di chi porta il vassoio del pranzo diventa terapia. Dietro la persona c’è una squadra di medici palliativisti, infermieri,OSS,psicologi, assistente spirituale, fisioterapista e volontari. Ognuno porta un pezzo di cura. Cura che si da non solo a chi sta andando via, ma prepara,spiega e sostiene chi resta e spesso segue i familiari anche nei mesi del lutto con gruppi e colloqui perché il dolore non finisce con l’ultimo respiro. Accompagnare un malato terminale verso il valore che non deve perdersi della propria dignità è un atto dovuto di amore vero, affinché fino all’ ultimo si possa avere vicino chi si ama, senza paura, allarmi, senza corse, per poter essere padre, madre, marito…uomo fino all’ ultimo. Scrivere di questi angeli che lavorano negli Hospice è più bello del dirgli grazie. E quella persona che mi ha insegnato ogni cosa, mi ha prima di tutto fatto passare il significato che veniamo al mondo accolti da mani calde, da sussurri,da qualcuno che ci chiama per nome. E dovremmo andare via nello stesso modo: con mani calde, con rispetto,chiamati per nome fino all’ ultimo. L’ Hospice è quel posto che si mette in mezzo tra la medicina che non può più guarire e la paura che non dovrebbe esserci. E’ il posto che dice:” Non possiamo aggiungere giorni alla tua vita ma possiamo aggiungere vita ai tuoi giorni”.

La persona che mi ha insegnato a vivere mi ha dato la comprensione anche del significato del morire. Tutta l’esistenza in cinque parole: NASCERE E MORIRE CON DIGNITÀ.

A Cerreto Sannita,nel nostro amato Sannio, abbiamo l’eccellenza, l’Hospice che ha accompagnato con vocazione a terminare i suoi respiri alla persona che tanto ha donato a tutti coloro che lo hanno conosciuto. Non era un Santo, era solo un uomo, con pregi e difetti…era solo mio padre…

A tutto il team dell’Hospice di Cerreto Sannita:

“Grazie per aver permesso a mio padre di andarsene come aveva vissuto: con dignità . E grazie per aver permesso a noi di restargli accanto come famiglia e non come spettatori.”

Mio padre ha lanciato il boomerang della solidarietà e del rispetto durante tutta la sua vita e gli è ritornato tutto l’amore puro delle persone che lo hanno conosciuto. Un grazie ai tantissimi che sono stati presenti all’ultimo saluto. Quell’ uomo, mio padre, che potrebbe essere il papà di chiunque,è stato ricompensato fino alla fine per ciò che è stato. Che sia questo non un racconto personale di figlia, ma vorrei che fosse un suo ultimo insegnamento, la mia testimonianza che possa essere utile a coloro che lottano con le malattie terminali e che non sanno ancora che esistono posti dove non significa “ portarli a morire” ma accompagnarli a non soffrire, a non avere paura, appunto, a non fargli perdere la loro dignità di essere umano.

Autore

Carmela Picone nasce nel 1969 a Solopaca , in provincia di Benevento. Dopo aver conseguito il Diploma di Maturità Classica, leggendo Pirandello scopre la passione per il teatro. Partecipa e vince un concorso letterario con La Libro italiano Editore e vede le sue poesie pubblicate in un’antologia. Scrive il romanzo “Gocce d’Amore” che ottiene immediato successo tanto da interessare un regista romano che chiede all’autrice di scrivere una sceneggiatura tratta dal proprio libro per la progettazione di un film. Nel 2021 scrive “La poesia delle parole semplici” una silloge pubblicata dalla Atile Editore. Le passioni restano la scrittura, i viaggi ,la recitazione e la pittura . Ama molto viaggiare, scoprire nuove culture, ammirare nuovi paesaggi e far tesoro delle emozioni che ne scaturiscono dopo ogni luogo ammirato. Coautrice del libro "Incatesimi e magie dal Matese al Sannio" , è pubblicista iscritta presso l'ODG Campania; Presidente dell'Associazione Il Cenacolo rosa del Roseto. La sua ambizione più grande resta quella di promuovere il territorio nel quale è nata, e dove oggi s’impegna nel sociale per tenere vive le tradizioni e per portare alla conoscenza di tutti la meraviglia e i tesori della sua terra , piccola perla del Sannio.