• 1 Marzo 2024
Editoriale

Per la cultura occidentale il Natale è la festività più importante, non solo per un aspetto religioso, in quanto si celebra il 25 dicembre la nascita di Gesù Cristo, ma anche perché nei suoi simbolismi ci ricorda l’importanza della condivisione tramite regali, tra amici e parenti. Tuttavia per le chiese ortodosse orientali questa festività cade il 6 gennaio, il giorno in cui la Chiesa cristiana occidentale festeggia l’Epifania, la manifestazione di Gesù davanti ai re Magi. I cristiani iniziano a festeggiare il giorno di Natale solo intorno al IV secolo d.C., riallacciandosi a tradizioni e festività già esistenti, tra queste ricordiamo sicuramente la festa ebraica dell’Hannukkah che si protrae per otto giorni, in cui viene ricordata la consacrazione del Secondo Tempio di Gerusalemme, ordinata da Giuda Maccabeo dopo la terribile occupazione ellenica del II secolo a.C., che voleva portare il popolo ebraico ad adottare alcune pratiche contrarie alla propria religione. Un re greco decise di unificare la religione ed estenderla a tutti i suoi sudditi; furono indette leggi per abolire l’ebraismo e le altre religioni e, in caso di ribellioni e proteste, si procedette con le persecuzioni. Ma il Natale non ha soltanto origini religiose ma anche pagane e laiche, legate al solstizio di inverno, il 25 Dicembre appunto, che i Celti tramite l’adorazione del sole, festeggiavano, essendo il giorno più corto dell’anno; durante questi rituali venivano accesi dei fuochi (usanza che si ritrova nella tradizione natalizia di bruciare il ceppo nel camino la notte della vigilia). Spesso questi rituali inoltre avevano a che fare con la fertilità ed erano quindi legati alla riproduzione mentre i romani erano soliti festeggiare in questo periodo, i Saturnali, dedicati all’insediamento nel tempio di Saturno, il Dio dell’agricoltura e per augurare pace e serenità erano soliti scambiarsi dei doni. Molte delle tradizioni pagane legate soprattutto ai popoli latini, sono state assorbite dal Cristianesimo, quindi mescolate ad altre credenze di altre culture, ed hanno assunto un nuovo significato. Non esistono fonti storiche che attestino che la nascita di Gesù avvenne proprio il 25 Dicembre, la prima volta che venne menzionata tale data fu in un letterato romano nel 336 redatto da Furio Dioniso Filocalo. Così come molti simboli natalizi non sono menzionati nelle Sacre Scritture, come l’origine del presepe che si fa risalire all’opera di San Francesco di Assisi; l’origine dell’albero di Natale invece si fa risalire all’XI secolo, collegandosi all’albero presente nel giardino dell’Eden; infine la presenza di Babbo Natale, che in molti lo riconducono a San Nicola di Bari, vissuto tra il III e il IV secolo e famoso per essere molto generoso. Fu l’imperatore Costantino, cultore del Dio Sole prima di abbracciare la fede cristiana a trasformare nel 330 d.C. La festa pagana del Sol invictus del 25 dicembre in festa cristiana. Il Natale pertanto, come tutte le nostre celebrazioni annuali, hanno chiare origini pagane, tribali e talvolta mitiche, e sono state rinominate e sostituite dalle nuove ricorrenze o da giornate dedicate ai Santi nel corso dei secoli per rimpiazzare le obsolete tradizioni locali precedenti con la promettente cultura cristiana. É ironico che, volendo cristianizzare il paganesimo, alla fine si sia giunti a paganizzare il cristianesimo. Ciò che, purtroppo, molti ignorano é che in tutte le festività oggi molto è rimasto delle ritualità originarie, persino in una festa iconica e cristiana come il Natale; un modo come un altro per dire che i nostri costumi sono essenzialmente ancora quelli, seppur eclissati dalla successiva sovrastruttura cattolica che è intervenuta sui significati della liturgia e ancor di più sulle date.  Infatti persino la morte di Gesù, parrebbe essere avvenuta nel 30 d.C., secondo alcuni prima di compiere 36 anni, ma per una coerenza con la Trinità, i celeberrimi 33 anni, altro non sarebbero che una forzatura clericale. L’ inculturazione della fede é un fenomeno normale, comune e legittimo della vita della Chiesa, si tratta della trasformazione, integrazione e potenziamento dei valori che si incontrano nelle civiltà in cui si innesta il cristianesimo. Esse non vengono cancellate, ma valorizzate attraverso una spiritualità nuova. A conferma della legittimità della Chiesa dell’inculturazione del paganesimo, troviamo tra i sostenitori di tale tesi addirittura Benedetto XVI; Ratzinger sostenne infatti l’ipotesi dell’inculturazione cristiana del 25 Dicembre come festività originariamente pagana, dimostrando che riconoscere ciò non comporta affatto nessun imbarazzo per i cristiani.

Autore

Giurista e pubblicista. Ha lavorato presso casa editrice e collaborato in 4 testate giornalistiche sia nel Casertano che nel Beneventano; precedentemente titolare di un blog.