Il mondo si capovolge ogni giorno come una clessidra, scandisce il tempo al contrario creando dei cumuli di tematiche senza senso e senza valori.
Siamo personaggi di serie drammatiche in onda su un’emittente che non conosce canali informativi sicuri e reali. Tracciamo delle linee sottili a definire l’irreale dal surreale anticipando ogni giorno uno spazio segnato dalle acrobazie quotidiane di popolazioni che vivono ai confini della fantasia.
Aumentano i bonus dati dallo stato per usufruire dello psicologo, diminuiscono gli aiuti per i pensionati con pensioni sotto il minimo sindacale. Tutto sembra veramente andare controcorrente. Chi uccide resta libero e chi è innocente resta in galera. I ragazzi non frequentano assiduamente, come da dovere, le scuole, ma sono liberi di girare per le città ad accoltellare passanti senza un perché. Senza rimorsi si sentono autorizzati dal loro orgoglio di presentare pubblicamente come dei trofei, i video delle loro creative minacce di morte . In televisione si parla ormai solo di abusi e di omicidi che annullano l’identità di sentirsi persone umane.
A scuola si affronta il tema del bullismo mentre genitori ed insegnanti si acciuffano per cercare di attribuire torti o ragioni.
Negli appartamenti delle grandi città i ragazzi che non escono con gli amici per paura di imbattersi in baby gang si rifugiano in giochi della play dove nei combattimenti non sono vittime come nella realtà ma possono sentirsi carnefici.
I bambini non mangiano più seduti a tavola conversando con i genitori, ormai sono proprio questi ultimi a posizionare davanti agli occhi dei loro figli i cellulari con video per distrarre e ingozzare. E quanti bambini giocano nella terra, con la libertà di potersi sporcare, che corrono ad inseguire un’oca, che si arrampicano sugli alberi? Quante famiglie potrebbero sopravvivere privati dall’elettricità , dal riscaldamento in forme sofisticate, dagli elettrodomestici, senza TV, senza computer, senza telefonia mobile o fissa? Una privazione di tanta comodità sarebbe oltraggio alla normale vita civile e difatti la nostra amata Italia ha dimostrato di essere claudicante trovandosi dinanzi alla NORMALITÀ DELLA SEMPLICITÀ.
Un papà, una mamma e tre bambini che hanno deciso di vivere in modo semplice in una casa come la trama tratta dalla vecchia serie televisiva “ La casa nella prateria”, vengono improvvisamente attaccati e devastati da giudici italiani e assistenti sociali, tutti psicologi capaci di interpretare il profondo significato della libertà di vivere. Giudici di cosa? Giudicare cosa? L’ amore di una famiglia che vive serenamente nella casa nel bosco?
Ebbene si, tutto molto, molto, Vergognoso!
Una famiglia che ha scelto di vivere lontano dai riflettori di una societa’ troppo social, di una societa’ dove in tv si assiste ogni giorno a scenari di guerra e di crudelta’. Hanno scelto di vivere in armonia con la natura, dando il giusto insegnamento scolastico ai loro bambini, senza recarsi a scuola ma seguiti in modo privato nella loro casa . Non e’ affatto vero che vivevano isolati, la coppia aveva degli amici con bambini, vivevano senza acqua diretta ma non per questo ne erano sprovvisti. Non avevano l’elettricita’ ma non per questo vivevano al buio! Non servono i termosifoni o i climatizzatori per riscaldarsi, il caminetto ha riscaldato generazioni per secoli e ancora funziona. Quei bambini erano sereni, in sintonia con la natura, nel rispetto delle persone e degli animali. Ora pensate stiano meglio? Secondo voi sono felici perche’ vedono la tv, accendono la luce, solo perche’ sono come tutti i bambini della nostra societa’ malata ? La liberta’ di essere felici nasce dal luogo dove si riceve amore pur non avendo certe comodita’. Non sarebbero diventati degli adulti problematici perche’ lontani dalle metropoli! Ricordate come sono cresciuti i nostri nonni, i nostri genitori, tutti coloro che vivevano in casette di campagna, di montagna! L’amore di una famiglia vale più della psicologia di certe scuole esaminatrici!
Eppure li hanno sottratti alla loro vita pacifica e serena, hanno prelevato con forza i bambini dal loro nido sicuro portandoli in una casa famiglia privati dei loro affetti più cari, del loro papa’ e della loro mamma. Alla giovane madre è permesso vedere i bimbi per pochi minuti suddivisi nella giornata. Il padre è rimasto nella casa del bosco, nella quale non riesce più a vivere senza la propria famiglia.
Questo comportamento è disumano, inverosimile, inaccettabile, incomprensibile . Non è la famiglia che vive nella semplicità ad essere strana, è la società che li ha devastati che è malata. Tanto amore sviscerato con ferocia nella convinzione di esprimersi nel giusto. Ma dov’è il giusto e dove la giustizia? Di certo quei tre bambini stanno assaporando il gusto amaro dell’umanità che non riconosce il buono dal cattivo come il bianco dal nero. E tale insegnamento li porterà forse a crescere meglio che nel bosco? Finora i figli della società attuale oberata da rumorosi silenzi lungo le strade affollate delle grandi città sono stati i più interessati a seguire cattive strade. Si pensi ai bambini che vivono dimenticati, ai bambini figli della strada, figli dell’ alcool e droga. Si pensi ai bambini nomadi che non conoscono altro che le loro baracche sporche, diroccate e senza amore. Si abbia la coscienza di legare il pensiero al cuore e di carpire i segnali nascosti dietro alle lacrime di quei bambini che sono stati strappati dalla loro famiglia per essere esaminati come delle cavie ai primi esperimenti scientifici.E pensate al loro papa’ che si è visto portare via i propri affetti più cari senza motivo, o meglio perché vivono in ambienti non adeguati e perché, dicono,non socializzano. Quante lacrime di dolore hanno versato; quel padre lasciato da solo nella casa del bosco e quella madre in una stanza dello stesso stabile dove sono stati portati i bambini ma tenuta a distanza dai figli? E i bambini, terrorizzati insieme a coloro che li hanno rapiti?
Stiamo dimostrando che la giustizia italiana ha forse creato un tantino di confusione e inciampando contro l’inverosimile ha mostrato la parte peggiore di questo momento storico. Ma come per ogni favola a lieto fine c’è sempre un finale a sorpresa che può modificare ogni storia. Grazie alla bontà di una persona di buon cuore del luogo, la famiglia ha accettato la casa data loro in comodato d’suo gratuito, esattamente a pochissima distanza dalla loro casetta, nel bosco anch’essa, dotata di confort ma non eccessivi, che garantiscono quella sistemazione richiesta dalle istituzioni. Una storia che ha lasciato tutti nell’incredulità, che ha fatto rumore scuotendo gli animi e sensibilizzando l’opinione pubblica ma soprattutto lasciando una domanda senza risposta a tutta l’Italia: “Qual è la concezione di libertà e fin dove si è in grado di definire la modalità ed il concetto di Felicità?… e soprattutto quali sono i bambini più felici e amati, quelli delle nostre città che hanno tutto o quelli che vivono nella semplicità protetti dall’amore vero, prezioso ed umile?
