Girovagando nel Sannio, subito dopo le terme di Telese in provincia di Benevento,ci si ritrova dinanzi ad uno scenario a dir poco fiabesco! Lo sguardo viene catturato da un corso di acque cristalline che si fondono con l’azzurro del cielo che sovrasta il territorio. San Salvatore Telesino è un comune incantevole della provincia di Benevento, in Campania, ai piedi del Massiccio del Matese, con una storia millenaria che risale all’epoca sannitica e romana. Il borgo è nato intorno all’Abbazia Benedettina del Santissimo Salvatore, fondata nell’XI secolo, che è stata un importante centro spirituale e culturale della zona. Il Grassano è il fiume limpido che attraversa la valle di San Salvatore Telesino.
Si narra che la ninfa Grassana sia la protettrice del fiume e della valle, e si dice che abbia il potere di far crescere le piante e i fiori più belli e profumati lungo le rive del fiume. I suoi capelli sono lunghi e fluenti, come le cascate del fiume, e i suoi occhi sono azzurri come il cielo estivo. Ogni dì,un giovane pastore del paese, portava le sue pecore a pascolare sulle colline intorno a San Salvatore Telesino. Un giorno, mentre si riposava sulle rive del fiume, vide la ninfa Grassana e rimase incantato dalla sua bellezza tanto che se ne innamorò perdutamente.
La ninfa, colpita dalla sua purezza di cuore, decise di avvicinarlo e di concedergli un desiderio. Il pastore, senza esitare, chiese alla ninfa di poterla sposare e di vivere con lei nel mondo che le apparteneva. La ninfa, commossa dalla sua richiesta, accettò e lo portò con sé nelle profondità del fiume.
Da quel giorno, il pastore e la ninfa Grassana vissero insieme felici e il fiume Grassano divenne un luogo di pace e di bellezza, dove la natura e la magia si incontravano. Chiunque visita San Salvatore e si reca ad ammirarne il fiume potrà sentire l’armonia, il profumo dolce di quel luogo, come sentir quasi la presenza della ninfa Grassana, che ancora oggi protegge la valle e i suoi abitanti. Una bellissima fiaba che ben si sposa alla reale bellezza di questo bel paesino.
La storia di San Salvatore Telesino inizia con la fondazione dell’abbazia, che fu costruita sui resti di un insediamento paleocristiano. I monaci benedettini ebbero un ruolo fondamentale nella nascita del borgo, offrendo rifugio ai profughi della vicina città di Telesia, distrutta dalle incursioni saracene e dai terremoti
Telesia difatti, fu un importante centro sannitico e romano, fondato nel VII-VI secolo a.C. La città fu coinvolta nelle guerre puniche e divenne una colonia romana nel I secolo a.C. Tuttavia, a causa delle incursioni saracene e del terremoto del 1349, la città fu abbandonata e i suoi abitanti si spostarono verso l’abbazia, dando così origine al borgo di San Salvatore Telesino
L’Abbazia del Santissimo Salvatore è un esempio di architettura romanica e rappresenta uno dei più importanti esempi di schema cluniacense in Campania. La chiesa, con le sue tre navate, ospita l’Antiquarium di Telesia, che raccoglie reperti archeologici provenienti dagli scavi della vicina città romana . Le mura dell’antica città di Telesia sono ancora visibili a San Salvatore e rappresentano un esempio unico di architettura difensiva romana. La cinta muraria, costruita in opus reticolatum, è lunga circa 2.700 metri e presenta torri di difesa circolari o esagonali. Le mura sono alte 7 metri e larghe 2 metri, e la loro struttura è caratterizzata da segmenti arcuati con la concavità rivolta verso l’esterno .
Le mura di Telesia sono considerate un esempio importante di architettura militare romana e sono state oggetto di studi e scavi archeologici così come l’antico acquedotto romano di Telesia, esempio notevole di ingegneria idraulica romana! L’acquedotto, costruito nel I secolo a.C., era lungo circa 1,5 km e portava l’acqua dalla sorgente di Capo di Rio alla città di Telesia.
L’acquedotto è stato costruito con una pendenza costante di circa 1,5 metri per chilometro, per garantire il flusso dell’acqua. La struttura è composta da una serie di archi e pilastri, alcuni dei quali sono ancora visibili oggi.
E’ d‘obbligo visitare l’Abbazia Benedettina del Santissimo Salvatore fondata nell’XI secolo, un esempio di architettura romanica che rappresenta il cuore spirituale del paese per poi passare ad ammirare la Chiesa di San Rocco che risale al XVIII secolo con un campanile in pietra e un interno barocco.
Altro sito storico è la Rocca di San Salvatore Telesino, antico insediamento fortificato risalente al X secolo, di epoca longobarda e posta sul colle come difesa strategica a dominare la pianura telesina .
Piazza Vittorio Emanuele è la piazza principale del paese, con fontana e giardini, è il cuore della vita sociale di San Salvatore Telesino. Il paese presenta un borgo affascinante e suggestivo, con una struttura urbana che rispecchia la sua storia e la sua evoluzione nel tempo.
Sono stati tantissimi gli importanti personaggi del passato che si ricordano nei testi storici del luogo e tutti legati a Telesia, odierna San Salvatore Telesino tra i quali spiccano:
Ponzio Telesio comandante sannita che combatté contro i Romani nella guerra sociale (91-88 a.C.).
Cajo Tilesio che partecipò alla congiura contro Caligola nel 37 d.C.
Pietro Telesio che fu ciambellano di Federico II di Svevia nel 1201.
Bernardino Telesio (1509-1588),filosofo e scienziato, considerato uno dei fondatori della scienza moderna.
Antonio Telesio poeta e letterato, zio di Bernardino.
Roberto Telesio, quarto principe di Bonifati il quale acquistò il feudo di La Greca nel 1707.
Vincenzo Telesio (1893-1968) sesto duca di Toritto, colonnello di Cavalleria e appassionato di cavalli e carrozze. La famiglia Telesio ha posseduto vari titoli nobiliari, tra cui:
Duchi di Toritto,Principi di Bonifati,Baroni di Castelfranco e Cerisano,Baroni di Malvito,Baroni di Mottafollone e San Sosti.
Dunque una lunga lista di titoli nobiliari e figure storiche che hanno avuto un potere così forte da permettere all’antico popolo di diventare una cittadina odierna orgogliosa di portare avanti il nome del borgo con la volontà di conservare e tramandare le tradizioni e la storia .
Il paese è circondato da una natura incontaminata, con colline e montagne che offrono panorami mozzafiato, dalle vette del Massiccio del Matese, un gruppo montuoso dell’Appennino meridionale. Il Monte Miletto, la vetta più alta del gruppo, con un’altitudine di 2.050 metri.
A seguire il Monte La Gallinola un’altra vetta importante, con un’altitudine di 1.923 metri.
Il Monte Mutria una montagna con un’altitudine di 1.822 metri, nota per la sua bellezza e la sua storia.
Il Monte Erbano con i suoi 1.500 metri, che offre panorami mozzafiato sulla valle sottostante.
Il Massiccio del Matese offre numerose opportunità per escursioni, trekking e attività all’aperto, come ad esempio:
Il Sentiero degli Dei, un sentiero escursionistico che attraversa il massiccio e offre panorami unici. Il Lago del Matese, un lago artificiale che si trova ai piedi del massiccio e offre opportunità per la pesca,lunghe cavalcate e il relax.
Anche scoprire le tradizioni di San Salvatore Telesino è un qualcosa che arricchisce di gusto! Assolutamente bisogna assaggiare lo Struppolo,fatto con farina, uova e olio d’oliva, spesso servito durante le feste, un prodotto agroalimentare tradizionale della zona che ha dato origine alla Festa dello Struppolo, un evento simbolo del borgo che si svolge nel centro storico del paese, solitamente nel mese di settembre e celebra la tradizione culinaria locale con questo dolce fritto tipico.Il paese è anche famoso per la sua produzione di olio d’oliva e vino.
La Festa di San Rocco è una festa religiosa che si svolge il 16 agosto e celebra il patrono del paese.
La Festa dell’Assunta che si svolge il 15 agosto celebra la Madonna Assunta.
E non può mancare la Musica e la danza, il paese ha una ricca tradizione musicale e di danza, con gruppi folklorici che si esibiscono durante le feste e le celebrazioni.
Il paese è noto anche per l’artigianato locale, come la lavorazione del legno e la tessitura.
Le tradizioni di San Salvatore Telesino sono un riflesso della sua storia e della sua cultura, e sono un importante elemento di identità per la comunità locale.
Tante sono anche le leggende appartenenti al borgo:
La leggenda dell’Abbazia Benedettina dice che l’abbazia sia stata fondata da un monaco benedettino che aveva ricevuto una visione della Vergine Maria.
La leggenda del tesoro di Telesia racconta che la città di Telesia fosse ricca di tesori e che i suoi abitanti li avessero nascosti prima di abbandonare la città.
E non può mancare la leggenda della janara: le tipiche streghe beneventane che danzavano sotto il noce, nelle notti di luna piena, presso le sponde del fiume sabato. Si dice che nella zona ci siano delle donne con poteri magici, chiamate appunto janare, che si riuniscono per praticare la magia.
La leggenda del lupo mannaro dice che nella zona ci siano persone che si trasformano in lupi mannari durante la notte di luna piena.
Questi miti e leggende sono un riflesso della ricca cultura e della storia di San Salvatore Telesino, e sono ancora oggi tramandati di generazione in generazione. Il borgo Telesino non conserva solo il lato mitologico e leggendario, ma è stato teatro di importanti eventi storici e ha visto la presenza di diverse figure storiche di rilievo. Tra le più note ricordiamo: Alessandro Telesino abate del monastero di San Salvatore noto per aver scritto la “Ystoria Rogerii regis Sicilie Calabrie atque Apulie”, una biografia di Ruggero II di Sicilia.
Libero Petrucci, medico e storico, autore della “Storia di Telese” e “Dell’Idrologia delle Minerali Telesine”.
E ancora ,Nicolangelo Pacelli storico e autore dei “Cenni storici del Sannio e della Città di Telese”.
L’Abate Giovanni di San Salvatore, discepolo di Sant’Anselmo di Canterbury e ospite di Ruggero II di Sicilia.
E lo stesso Ruggero II di Sicilia, re normanno che visitò l’abbazia di San Salvatore e fu ospitato dall’abate Alessandro Telesino.
Sant’Anselmo di Aosta, teologo e filosofo che soggiornò a San Salvatore e compose parte del suo “Cur deus homo”.
E per finire Papa Urbano II il quale visitò l’abbazia di San Salvatore nel 1093.
Questi personaggi hanno contribuito a rendere San Salvatore Telesino un luogo di grande importanza storica e culturale.
Non sapremo mai se a rendere tanto particolarmente unico questo luogo sia la ricchezza storica o la magia che la ninfa continua a regalare. Certo è, che il Parco del Grassano è un luogo ideale per famiglie, coppie e amici che cercano un’oasi di pace e divertimento immersa nella natura e per chi volesse avventurarsi nel parco le acque del Grassano sono perfette per esplorare il fiume e godere del paesaggio con Canoe e Kayak.
Il fiume Rio Grassano, che attraversa il parco, è alimentato da queste acque cristalline e offre un ambiente ideale per la vita acquatica grazie alla presenza di una sorgente naturale che sgorga dalle montagne circostanti. Le leggende fanno da cornice alla storia, come il mito del drago del Grassano , che narra di un drago feroce che viveva nelle grotte del Grassano e terrorizzava la popolazione locale. Un eroe coraggioso lo sconfisse e liberò la zona dal suo flagello.
Le acque del Grassano, dice la leggenda, pare che abbiano proprietà magiche e che chiunque si bagni nella fonte possa ottenere salute, bellezza e fortuna. Inoltre si dice che esiste una grotta segreta nel Grassano, nascosta dietro una cascata, dove si trovano tesori e segreti antichi. Intanto la ninfa Grassana, lontana da sguardi indiscreti, ogni giorno, risale dalle profondità delle acque fluviali, si lascia accarezzare dai raggi dorati del sole e ritorna ad amare il suo sposo in fondo al fiume, mantenendo in eterno la sua bellezza e giovinezza.
Questi miti e leggende aggiungono un tocco di magia e mistero al Parco del Grassano, rendendolo un luogo ancora più affascinante e suggestivo.
