• 22 Luglio 2024
Lo scrittore del mese

Sceneggiatrice. Fotografa. Scrittrice, francese di Remiremont, dipartimento dei Vosgi. Nata nel 1967, Valérie Perrin ha scritto tre romanzi:” Les Oubliés du dimanche”; “Changer l’eau des fleurs”; “Trois”. Tradotti in una trentina di paesi, dei suoi primi due libri sono state smerciate più di due milioni di copie, entrando nelle classifiche mondiali dei best sellers. Nel 2020 “Cambiare l’acqua ai fiori” è stato il libro che nella sola Italia ha venduto più di 300 mila copie, battendo tutti gli altri. Complice la pandemia? Forse, ma non ne siamo così sicuri, dal momento che nel 2021 in due mesi le vendite sono vertiginosamente salite a oltre 45 mila copie. Tale successo, preceduto da quello d’oltralpe, ha creato intorno al testo una notevole attenzione mediatica, e non solo editoriale. Proprio nel 2021 la Perrin ha ceduto i diritti di “Changer l’eau des fleurs “alla società di produzione televisiva e cinematografica Palomar di Carlo degli Esposti (per intenderci il produttore de “Il commissario Montalbano” e di numerose fiction di successo) che ne farà una serie televisiva. “Les Oubliés du dimanche”, che nell’edizione italiana assume il titolo “Il quaderno dell’amore perduto”, è un romanzo in cui la scrittrice celebra il valore della memoria. Illuminante è già l’incipit:

Sono andata a comprare un quaderno da père Prost. Ne ho scelto uno azzurro. Non avevo voglia di scrivere il Romanzo di Hélène sul computer, perché intendo portarmelo appresso, nella tasca del camice. Sono tornata a casa e sulla copertina ho scritto: La donna della spiaggia…

 La trama, come negli altri due romanzi, viene costruita intrecciando diversi piani temporali, alternati ai dialoghi e alle descrizioni. Fisiche e psicologiche o ambientali. Così i protagonisti, maschili e femminili, nascono e si evolvono con lucida precisione sotto lo sguardo stupito e affascinato del lettore, al quale non sfugge la capacità della Perrin di maneggiare gli strumenti tecnici.  Prendiamo in considerazione l’uso dei flashback. Sono lunghi e particolareggiati nelle rievocazioni di fatti precedenti. Non sono da intendere come un balenio improvviso della mente. Il recupero memoriale del passato dilata il racconto e si allinea al tempo presente. E l’intreccio di ogni libro è paragonabile ad una sinfonia eseguita da un’orchestra magistralmente diretta. Qualunque sia l’argomento trattato, il suo sviluppo si infittisce di tematiche. Ad esempio la famiglia, non necessariamente tradizionale, spesso è privata del ruolo che per convenzione le attribuiamo. I suoi componenti sono anticonformisti, allergici alle regole e spesso se ne vanno, specialmente i mariti. Allora bisognerà ammettere che Non era la casa ad essere troppo piccola ma il loro amore”.

Talora la famiglia manca completamente. Con tutte le problematiche che tale vuoto crea. Fino a tarda età. La vecchiaia, nel romanzo “Il quaderno dell’amore perduto”, è raccontata dal punto di vista della giovane Justine, che ha scelto di lavorare in una casa di riposo. Un’esperienza per lei arricchente e motivo di pietas, un sentimento che genera amore. Quando si prende cura degli anziani, lavandoli e assistendoli nella quotidianità, è consapevole di comportarsi come una figlia o una figura parentale. Ma si rattrista quando i “suoi “vecchi non ricevono visite. Li definisce “I dimenticati della domenica”, proprio come recita il titolo del libro in francese. Lo sguardo sul mondo di questa poliedrica e versatile artista è ampio e spazia senza confini o pregiudizi, entrando a gamba tesa in questioni di stringente attualità. Non a caso il tema della diversità, anche sessuale, non riguarda esclusivamente le diverse tipologie umane analizzate in rapporto alla race, al milieu e al tempérament. L’autrice vede nella diversità non motivo di separazione, bensì opportunità di unione. Un’occasione di affermazione delle singole identità. Lo ribadisce in “Trois”, accanto alla passione per gli animali. Nina gestisce un canile e in questo personaggio l’autrice ha trasferito tutto l’amore che prova per gli animali, un interesse così profondo che alle elezioni europee del 2021 il suo nome compare nella lista dei candidati del Partito Animalista. Con

” Cambiare l’acqua ai fiori” Valérie sembra voler dichiarare anche il suo legame con la tradizione della terra d’origine. Infatti il testo contiene molti ingredienti di una storia alla Simenon. Innegabile la somiglianza fra Renée, la portiera de “L’eleganza del riccio” di cui il giallista ci ha regalato un ritratto memorabile, e Violette Toussaint, guardiana di un cimitero. E, come in Simenon, non mancano canzoni francesi d’autore, odori e sapori che, grazie a uno stile scorrevole e accattivante, ricreano un’atmosfera singolare. Propria della Francia. Violette apprezza la buona compagnia; interagisce con i colleghi (tutti maschi) e beve il Porto d’annata con parsimonia, a lacrime. Infatti una guardiana del cimitero beve solo lacrime”. Eppure sente una forte attrazione per un poliziotto marsigliese. Il quale un giorno arriva nel cimitero del villaggio di Brancion-en- Chalon per esaudire il desiderio della madre di essere sepolta nella tomba di un uomo. Per lui un perfetto sconosciuto. Da qui, ancora una volta, gioie e dolori, passato e presente, morte e vita continueranno a rincorrersi fin quando si incontreranno. E tutto riprenderà ad accadere, alla stessa identica maniera. Senza soluzione di continuità, da intendere in modo positivo.”

In attesa di futuri sviluppi della poetica di Valérie Perrin ci congediamo con questo suo messaggio:Ogni giorno la bellezza del mondo mi inebria. Certo c’è la morte, i dispiaceri, il brutto tempo, il Giorno dei Morti, ma la vita riprende sempre il sopravvento, arriva sempre un mattino in cui c’è una bella luce e lerba rispunta dalla terra riarsa.” Noi lo condividiamo. E voi, gentili lettrici e lettori?

Autore

Originaria di Benevento, dopo il conseguimento della laurea in Lettere Classiche all’Università degli Studi di Pisa, si è dedicata alla docenza presso il liceo classico di Saronno (VA). Animata da vivo interesse per la Letteratura, l’Arte e la Musica, si è occupata di Teatro, allestendo numerosi spettacoli che hanno ricevuto riconoscimenti sia dalla Presidenza della Repubblica, sia da attori di fama mondiale, come Dario Fo. Attualmente sta realizzando un interesse coltivato nel tempo: scrivere. Autrice di numerosi testi