• 16 Gennaio 2026
La mente, il corpo

Ho visto Napoli cadere negli occhi dei turisti, sprofondare nei loro cuori e restarci imprigionati per sempre. Ho percorso le strade lastricate di San Gregorio Armeno, la strada dei presepi, di Via Toledo, di Spaccanapoli, di Via Caracciolo e ho catturato attimi magici dai vicoletti che tagliavano i palazzi. Il cielo azzurro si univa al colore delle bandiere della squadra amata e i murales con Maradona fermavano il tempo all’ultimo mitico goal. Pulcinella si dondolava tra la gente come figura sopra le righe, esprimendo l’animo caloroso del buon napoletano che l’ allegria non la deve cercare, la deve
solo rendere gratuitamente e spontaneamente.


Dalla fine del 1800, i 57 metri di altezza della cupola della galleria, costruita con una struttura di vetro e ferro e intitolata a Umberto I d’Italia, per ricordare la generosità avuta verso il popolo partenopeo durante l’ epidemia del colera del 1884, la si trova ancora imponente e maestosa che si offre ad accogliere ogni giorno tanti turisti che si lasciano incantare dalla storia di quel luogo che gia’ dal 1896 fu sede della prima sala cinematografica di Napoli con le proiezioni dei primi film dei fratelli Lumière. Fu il ritrovo della borghesia nei caffé, con gli angoli frequentati dagli “sciuscià”, i classici lustrascarpe della città che con cura lucidavano le scarpe ai nobili. La galleria Umberto I , Oggi permette di apprezzare decorazioni e opere d’arte dei secoli trascorsi, di visitare i musei ai piani superiori, di gustare piatti prelibati nei ristorantini o di sedersi a leggere un libro davanti ad un ottimo caffè.

Nella galleria non può mai accadere di perdere la “ bussola” basta recarsi sotto la cupola per ritrovarsi al centro della rosa dei venti che è una vera rappresentazione artistica che nel 1952 sostituì l’originale danneggiata dai bombardamenti . Basta uscire dalla Galleria per trovarsi dinanzi al teatro più bello e antico risalente al 1737 ; Stendhal scrisse: “ Gli occhi sono abbagliati, l’anima rapita ..non c’è nulla in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro, ma ne dia la più pallida idea”. Ad oggi e’ Patrimonio dell’Umanità”. La piazza che si apre davanti al San Carlo, Piazza Plebiscito, è l’agorà del
palazzo reale risalente al 1600 e che fu la residenza di molte famiglie reali tra cui i Borbone e i Savoia. Scendendo da piazza Plebiscito verso il mare la vista è meravigliosa! La strada del lungomare dedicata alla famiglia più antica e nobile di Napoli fin dal X secolo fu chiamata Via Caracciolo appunto con il cognome degli antichissimi nobili di Napoli. Una strada dalla quale il paesaggio è un susseguirsi di emozioni. Il golfo, sul quale si adagia il Vesuvio, il promontorio di Posillipo, la veduta di Castel dell’Ovo e tra mare e cielo all’orizzonte l’isola di Capri.

Durante la passeggiata a Napoli non può mai mancare il momento di degustazione! Pizza, pasta e patate con la provola, pasta e fagioli con le cozze, le frittatine di pasta, il pesce fresco, il babà, rigorosamente con due b, la sfogliatella riccia o frolla , un buon caffè con la cremina e una fetta di pastiera “la regina di Napoli”. Sono solo alcune delle delizie per il palato ma Napoli e’ tutta una
delizia, è tutta una poesia, è fatta di sorrisi e di cortesia, di leggerezza e di rispetto.

Napoli e’ la città che non conosce rivali o paragoni perché e’ unica con la sua natura umile e preziosa. Napoli e’ il caos che fa bene perché non irrita e non annoia. Napoli è la sacralità nella fede per San Gennaro e la curiosità che spinge ogni napoletano a dire :”Non ci credo ma lo prendo” quando acquista un “cornicchio rosso” da regalare. Fede e superstizione diventano un bilanciere sul quale far trovare il giusto equilibrio. Napoli e’ il sapore del profumo del mare che si respira guardando il Vesuvio che e’ sempre lì pronto ad improvvisare uno spettacolo che nessuno si augura di vivere come accadde quel 24 agosto del 79 d. C. seppellendo uomini e cose sotto lava e cenere, Pompei ed Ercolano. Napoli eterno scrigno di libertà e cultura, di arte, storia e poesia, di grandi medici e letterati, di regnanti e combattenti. Napoli con il suo porto sul mondo, apre gli scenari meravigliosi senza faticare con effetti speciali, basta aprire gli occhi e la mente sulla bellezza di un regno decantato da tutti i più grandi artisti del mondo. Un proverbio dice “ Vedi Napoli e poi muori” ma non e’ un morire fisicamente, ma e’ una esclamazione per esaltare l’ esperienza tanto straordinaria che dopo averla vissuta non potrebbe mai più essere superata da alcun’altra bellezza.

Autore

Carmela Picone nasce nel 1969 a Solopaca , in provincia di Benevento. Dopo aver conseguito il Diploma di Maturità Classica, leggendo Pirandello scopre la passione per il teatro. Partecipa e vince un concorso letterario con La Libroitaliano Editore e vede le sue poesie pubblicate in un’antologia. Scrive il romanzo “Gocce d’Amore” che ottiene immediato successo tanto da interessare un regista romano che chiede all’autrice di scrivere una sceneggiatura tratta dal proprio libro per la progettazione di un film. Nel 2021 scrive “La poesia delle parole semplici” una silloge pubblicata dalla Atile Editore. Le passioni restano la scrittura, i viaggi ,la recitazione e la pittura . Ama molto viaggiare, scoprire nuove culture, ammirare nuovi paesaggi e far tesoro delle emozioni che ne scaturiscono dopo ogni luogo ammirato. La sua ambizione più grande resta quella di promuovere il territorio nel quale è nata, e dove oggi s’impegna nel sociale per tenere vive le tradizioni e per portare alla conoscenza di tutti la meraviglia e i tesori della sua terra. piccola perla del Sannio.