• 10 Maggio 2026
Alimentazione

La pasta e fagioli con frutti di mare è una variante ricca e saporita del classico piatto povero italiano, che unisce la cremosità dei legumi al gusto del mare.

Origini storiche

Questo piatto nasce dalla tradizione napoletana, dove la pasta e fagioli – piatto contadino dal Medioevo, con radici successive all’arrivo del fagiolo dalle Americhe intorno al 1530 – si fonde con i frutti di mare come cozze e vongole, reperibili nei Campi Flegrei sin dall’epoca greca.

Non ha un inventore preciso, ma è frutto della creatività delle famiglie umili che univano terra e mare per non sprecare nulla, rendendolo un “capolavoro” tra ingredienti semplici e nutrienti.

Come sempre vi lascio la mia versione

Ingredienti (per 4 persone)

300 g di pasta mista o tubetti (corto, per brodo)

400 g di fagioli cannellini lessati (freschi o in scatola)

500 g di cozze

300 g di vongole

200 g di polpo o calamari (opzionale)

1 spicchio d’aglio

Peperoncino q.b.

Prezzemolo fresco tritato

2 cucchiai di concentrato di pomodoro o pomodorini

Olio extravergine d’oliva

Sale e brodo di pesce (o acqua filtrata dai frutti di mare)

Procedimento

Pulite cozze e vongole sotto acqua corrente, scartando gusci rotti; fatele aprire in padella con aglio e un filo d’olio, filtrando il loro brodo prezioso.

Soffriggete aglio, peperoncino e sedano in olio, unite i fagioli (frullatene metà per cremosità), pomodoro e brodo dei frutti di mare; cuocete 15-20 minuti a fuoco basso.

Aggiungete la pasta al dente, i frutti di mare sgusciati (tenendone alcuni interi per guarnire) e prezzemolo; mantecate 2 minuti e servite caldo.

Autore

Nasce in provincia di Napoli nel 1966, fin da bambino ha avuto un debole per la cucina. Appena quindicenne frequenta le cucine di alcuni ristoranti del Vesuviano. Quando arriva il diploma inizia a viaggiare per conoscere e apprendere le cucine regionali, passione che tuttora coltiva, è molto legato alla tradizione, disponibile all'innovazione. I suoi piatti sembrano quadri, hanno una bellezza cromatica accattivante, i colori "vivi" rappresentano per lui la vita. La sua cucina risente molto degli influssi che arrivano da quasi tutta la penisola, è follemente attratto dalla cucina Campana, il suo primo amore. Tutte le sue ricette hanno vita propria, rappresentano istantanee dei momenti politici ed economici degli anni trascorsi, che fanno parte della nostra memoria. Negli anni passati è stato insignito del di diploma di Chef piccante dell'Accademia nazionale del Peperoncino. Recentemente è stato premiato dalla Pro Loco di Vieste come ambasciatore della cucina italiana