Maggio è il mese dei più bei profumi, come le rose che rappresentano la Vergine Maria.
Il mese dedicato alla Rinascita della natura che con l’ arrivo della nuova primavera colora di verde smeraldo le montagne, che arricchisce i prati ed i petali delle più tenui tonalità.
Il cielo terso si alterna all’ azzurro , fra un tuono ed un temporale, fra venti gelidi e temperature estive che catapultano i gradi dallo zero ai quasi trenta gradi.
Le acque cristalline dei ruscelli si riversano nei fiumi del Sannio per arrivare a graffiare l’ armoniosa grazia della natura sorpresa da temporali e nuvoloni neri.
I bambini contano ormai i giorni che mancano per vederli liberi dalla sveglia mattutina, che li spinge ad alzarsi per andare a scuola,ancora meno di un mese e le vacanze costruiranno l’ estate che ognuno racconterà al ritorno a scuola.
E’ il tempo dei fiori d’ arancio, che unisce in matrimonio nuove coppie benedette dal Signore, future mamme e futuri papà che creeranno nuove sacre famiglie, sacre per la purezza e la ricchezza degli animi.
Tanti i piccolini che hanno avuto la prima esperienza di confessione nel percorso di catechismo, che li guiderà verso la prima comunione proprio nel mese di Maggio.
Un mese,questo, di fede e di rinnovamento spirituale che dovrebbe spianare la strada verso la condivisione di un sentimento pulito, sentito e vero.
Il Pontefice appena eletto, proprio in questo mese sta illustrando alla storia le linee guida di comportamenti che la Chiesa appoggia e di altri che non accetta. In questo momento di delicata Cristianità si sente l’ esigenza di aprirsi alla coscienza valorizzando la fede.
Il lavoro più faticoso è quello di operare su se stessi, cercando di agire nel rispetto verso sé e verso gli altri evitando di predicare bene razzolando male.
Ci si ritrova a parlare delle grandi e crudeli guerre che stanno distruggendo vite umane e pur vivendo nelle terre lontane dalle stragi, siamo capaci di farci guerriglie di pettegolezzi con lo scopo di distruggere le dignità altrui in cambio di nulla se non per il solo gusto di sentirsi al centro del mondo. Un mondo costruito sulla falsa rotta verso il bene.
Ci si ritrova fra gemme sbocciate in questa primavera a copiose grandinate a distruggerle.
Proprio come la vita che finisce dove inizia l’ egoismo.
Voci meravigliose risuonano nel cuore della notte per colorare le stelle del Firmamento, sono voci che come preghiere si elevano per raggiungere le coscienze di coloro che non sanno leggere eppure giudicano i testi scritti nella storia.
Sono gradini da scalare come vette elevatissime le giornate che si presentano descritte dai notiziari, dai social, dall’ eco dell’ urlo del demone che stringe fra le fauci il cuore appena strappato all’ umanità disegnata debole dalla resa alla malvagità.
Quante luci fioche all’ orizzonte che colorano d’incerto le menti che si offrono a servire, si, a “servire” a chi ne ha bisogno. Eppure il piacere di offrirsi di servire viene interpretato spesso come un modo di esibirsi nel dare, in cambio di popolarità.
Vile e triste la declinazione di un verbo malsano che conduce nei vicoli stretti di borghi abbandonati , nascondendo fantasmi dietro le finestre dai vetri rotti che un tempo raccontavano la felicità.
Sono le strade ormai disabitate dalla consapevolezza, che sono trainate dall’ immaginario passato che si e’ perduto nelle vie lastricate della visione distorta della realtà.
Ci sono anelli di catene, unite da spazi vuoti,ci sono sogni spezzati e voci che devastano, ci sono lacrime che tagliano e silenzi assordanti che inquinano i sentimenti attorcigliando le emozioni ai rami dei rovi con spine che trapassano la carne come la corona del Cristo.
Un gioco di parole questo che scrive pensieri che descrivono la celebrazione di sentimenti che sono ombre ma che fingono di essere brillanti.
Fino a quando le parole feriranno le persone, fino al giorno in cui scriveremo il futuro che uccide, fino a quando gli esseri umani saranno considerati privi di importanza, fino a quando i ricchi terranno nelle loro tasche gonfie i soldi che poi bruceranno i loro avidi eredi, a discapito di chi cerca di guadagnare per sfamare i propri figli, finché si darà il permesso di usare il pettegolezzo come arma letale, fino ad allora resteremo tutti intrappolati in un passato che si regge sulle illusioni che hanno ridotto in mille pezzi la clessidra della ragione.
Le montagne di Maggio sui borghi del tempo, non avranno più occhi ad ammirarle, non avranno poesie da dedicare, non avranno un sole così come non avranno le stelle, perché tutti saremo impegnati a svuotare quel famoso bicchiere “mezzo pieno” della filosofia!
Dovremo chiedere all’ intelligenza artificiale di insegnarci a ritornare alla normalità che vedeva persone umane capaci di condividere ricchezza, povertà, valori e sentimenti aiutandosi nelle sofferenze senza pugnalarsi alle spalle .
Considerazioni che vedono le persone diventare sabbia che scivola via tra le dita del tempo.
