• 9 Marzo 2026
Alimentazione

( Maccarune di gravunaro)

Come ogni ricetta della tradizione popolare, anche questa ha un passato di tutto rispetto,che affonda le sue radici durante la dominazione Borbonica.

Molte persone per vivere e poter “mangiare”si sono inventati tantissimi mestieri.Uno di questi mestieri era il venditore di carbone.

Con la lavorazione della legna si otteneva la carbonella,un materiale che serviva ad alimentare i focolari ( gli antenati dei piani di cottura e delle cucine a gas moderne),i ferri da stiro a vapore dei sarti e delle stesse casalinghe.In quel periodo nel Regno di Napoli c’era un via vai di queste figure che animano rumorosamente i quartieri e i vicoli della città.Molte di queste persone si arricchirono con questo commercio, trasformando questo lavoro da ambulante in una vera attività con sede fissa.Purtroppo le cose non durano mai per sempre…!

Con l’avvento dell’ energia elettrica e del gas, questa professione riceve un duro colpo.Tantissimi carbonai da uno stato di ricchezza si ritrovano nella miseria più nera .

Dopo questa breve e doverosa introduzione storica e sociale, ritorniamo alla ricetta…

Possiamo tranquillamente affermare e considerare questa ricetta come una versione “bianca” della pasta alla Puttanesca ( chiaramente Senza pomodoro).Si racconta che sia nata grazie all’ estro di una consorte di questi commercianti di carbonella che volle deliziare con questa attenzione il suo amato coniuge. All’inizio questo sugo accompagnava i Maccheroni ( per i Napoletani non c’èra differenza tra formato corto o lungo).

Al contrario di oggi che con tale sinonimo si intende normare qualsiasi formato corto.

Detto questo… tuffiamoci nella ricetta..!

Ingredienti per 5 persone:

500 g di pasta ( il formato secondo la preferenza personale);

400 g di olive nere Gaetano, tritate grossolanamente;

3 spicchi d’ aglio tritati;

1 peperoncino tritato;

5 acciughe dissalate ( o sott’ olio);

1 cucchiaio colmo di capperi dissalati ( rigorosamente non sottac’aceto);

5 cucchiai di olio di oliva

( Oppure 1 cucchiaio colmo di sugna);

      Procedimento

Essendo una ricetta molto veloce da realizzare possiamo già mettere sul fornello acceso una casseruola con 5l di acqua e 20 g di sale.

Nell’ attesa che raggiunga il bollore prepariamo il sugo…

In una padella versiamo l’ olio o la sugna ,lasciamo scaldare e uniamo tutti gli ingredienti, facciamo rosolare dolcemente a fiamma sussurrata  e bagniamo con un mestolo di acqua calda preso dalla casseruola.Lasciamo cuocere per un minuto e spegniamo.

Il sugo sarà diventato nero come il carbone ( da qui il nome della ricetta ).

Appena l’ acqua della casseruola raggiunge il bollore uniamo la pasta e lasciamo cuocere fino a 2 minuti prima del tempo dichiarato sulla confezione.

Trasferiamo poi la pasta nel sugo e completiamo la cottura e serviamo subito

Autore

Nasce in provincia di Napoli nel 1966, fin da bambino ha avuto un debole per la cucina. Appena quindicenne frequenta le cucine di alcuni ristoranti del Vesuviano. Quando arriva il diploma inizia a viaggiare per conoscere e apprendere le cucine regionali, passione che tuttora coltiva, è molto legato alla tradizione, disponibile all'innovazione. I suoi piatti sembrano quadri, hanno una bellezza cromatica accattivante, i colori "vivi" rappresentano per lui la vita. La sua cucina risente molto degli influssi che arrivano da quasi tutta la penisola, è follemente attratto dalla cucina Campana, il suo primo amore. Tutte le sue ricette hanno vita propria, rappresentano istantanee dei momenti politici ed economici degli anni trascorsi, che fanno parte della nostra memoria. Negli anni passati è stato insignito del di diploma di Chef piccante dell'Accademia nazionale del Peperoncino. Recentemente è stato premiato dalla Pro Loco di Vieste come ambasciatore della cucina italiana