• 10 Maggio 2026
Alimentazione

Questo dolce molto diffuso in Campania si consuma nel periodo Pasquale. Le origini sono tuttora incerte…ma diciamo che è molto diffuso nella provincia di Napoli, più precisamente nella città di Torre del Greco. Si trovano tracce di questo dolce anche nel Salernitano (Cava dei Tirreni). Quello che rende “originale” e unico questa prelibatezza è l’ingrediente principale, i pochi conosciuti capelli (o capelli D’ angelo), un formato di pasta simile allo spaghetto, ma di diametro sottilissimo.

Questo formato ha 4 minuti di cottura.

Non è molto diffuso poiché il suo utilizzo è quasi esclusivamente per questo tipo di dolce. Come sempre per tutti i piatti della tradizione questa ricetta è una linea guida, ma come tutti sanno ci sono sempre varianti familiari.

A volte valide a volte campate in aria o nate per pura immaginazione.

Detto questo lascio a voi la scelta della ricetta che più vi intriga.

Il mio unico e reale dovere e fornirvi sempre un punto “fermo”(ricetta originale) da cui partire.

Ah!

Dimenticavo fuori provincia o fuori regione esistono delle varianti che sostituiscono i capellini con dei tagliolini all’ uovo.

Procedimento

Ingredienti per due stampi (ruoti o teglie, fate voi…) di 28 cm di diametro.

500g di capelli (o capelli D’Angelo);

500 g zucchero semolato;

1 litro di latte intero freddo;

150 ml di acqua di cottura della pasta;

6 uova;

100 g di cedro candito;

100 g di ciliegie candite;

2 bustine di vanillina;

2 cucchiai aroma millefiori;

1 cucchiaio raso cannella in polvere;

50 g di burro morbido (a temperatura ambiente da mettere sulle pastiere prima di infornare);

Burro per imburrare i ruoti q.b.

La buccia (solo la parte gialla o arancione) di un limone e un’arancia (io come potrete vedere nel video ho usato la polvere mista di limone e arancia).

Osservate con attenzione il video che vi darà una grossa mano.

Mettiamo sul fornello acceso una casseruola con 5 litri di acqua e un pizzico di sale.

Appena si raggiunge il bollore caliamo i capellini e lasciamoli cuocere per metà cottura (normalmente cuociono in 4 minuti, quindi noi li tireremo su con un forchettone, quando saranno trascorsi 2 minuti).

Trasferiamo i capellini in una ciotola e versiamo subito tutto il litro di latte freddo, poi aggiungiamo tutto lo zucchero e amalgamiamo per bene come si vede nel video, lasciamo trascorrere 5 minuti poi uniamo tutto il cedro candito, la cannella, le scorzette di limone e arancia grattugiate, la vanillina, poi i millefiori.

Lasciamo riposare per 5 minuti poi

Sgusciamo le uova separando gli albumi (le chiare) dai tuorli.

Diamo una leggera montata prima agli albumi e poi ai tuorli (senza insistere troppo) e uniamo prima gli albumi e poi i tuorli ai capellini, amalgamiamo con delicatezza con un forchettone.

Imburrare le teglie e distribuiamo prima i capellini (il più ordinato possibile) nelle teglie e copriamo con il liquido (è molto importante che la pasta sia coperta dal latte senza esagerare) completiamo con dei fiocchi di burro, e le ciliegie candite.

Mettiamo nella parte bassa del forno preriscaldato statico a 180°/190°C (non sulla base a contatto).

Nei primi 30 minuti coprire il foglio di carta da forno appoggiato sopra e poi completare la cottura senza.

Il tempo totale di cottura è di 90 minuti (il mio ci impiega 90 minuti).

Comunque deve diventare marrone.

Se vi può essere di aiuto, 60 minuti ci vogliono sicuramente.

Trascorso il tempo di cottura tiriamola fuori e lasciamola riposare per almeno 12 ore nella teglia (al termine dei quali darà il massimo del gusto). Prima di servire spolverare con zucchero a velo.

Autore

Nasce in provincia di Napoli nel 1966, fin da bambino ha avuto un debole per la cucina. Appena quindicenne frequenta le cucine di alcuni ristoranti del Vesuviano. Quando arriva il diploma inizia a viaggiare per conoscere e apprendere le cucine regionali, passione che tuttora coltiva, è molto legato alla tradizione, disponibile all'innovazione. I suoi piatti sembrano quadri, hanno una bellezza cromatica accattivante, i colori "vivi" rappresentano per lui la vita. La sua cucina risente molto degli influssi che arrivano da quasi tutta la penisola, è follemente attratto dalla cucina Campana, il suo primo amore. Tutte le sue ricette hanno vita propria, rappresentano istantanee dei momenti politici ed economici degli anni trascorsi, che fanno parte della nostra memoria. Negli anni passati è stato insignito del di diploma di Chef piccante dell'Accademia nazionale del Peperoncino. Recentemente è stato premiato dalla Pro Loco di Vieste come ambasciatore della cucina italiana