• 11 Aprile 2026
Alimentazione

Il nome “pesce all’acqua pazza” deriva dal modo di cottura del pesce:

Un” bagno” di acqua molto saporita, che i marinai e i pescatori del Sud Italia usano quando erano in battuta in mare durante la pesca. Agli inizi si usava l’acqua di mare con aggiunta di pomodorini, aglio, prezzemolo (se c’era) olio, e poche gocce di vino bianco. Se non si rispettavano le dosi giuste di acqua di mare, allora veniva fuori un’acqua “pazza” che rendeva il pesce salatissimo e immangiabile. Quasi sicuramente è una ricetta nata sulle coste della Campania tra Ponza, Capo Miseno, Capri.

Chiaramente ai giorni nostri è impensabile cucinare con l’acqua di mare (ricca di batteri).

Ma se usiamo acqua di mare purificata possiamo fare delle ottime ricette.

Vi lascio la mia versione Senza vino.

Ricetta per 4 persone:

1 kg di pesce (va bene qualsiasi pesce, sia a filetti o a tranci);

200g di pomodorini (divisi a metà);

2 cucchiai di olio extravergine;

Sale, pepe nero;

2 spicchi d’ aglio schiacciati;

Prezzemolo abbondante tritato.

In una padella versiamo l’olio e l’aglio schiacciato, lasciamo sfrigolare per una manciata di secondi. Aggiungiamo i pomodorini che lasceremo cuocere per 3 minuti. Uniamo il pesce e lasciamo soffriggere per 2 minuti a lato.

Regoliamo di sale, pepe, prezzemolo e copriamo leggermente con acqua

E cuociamo per 8 minuti.

Prima di servire spolveriamo con prezzemolo e buon appetito

Autore

Nasce in provincia di Napoli nel 1966, fin da bambino ha avuto un debole per la cucina. Appena quindicenne frequenta le cucine di alcuni ristoranti del Vesuviano. Quando arriva il diploma inizia a viaggiare per conoscere e apprendere le cucine regionali, passione che tuttora coltiva, è molto legato alla tradizione, disponibile all'innovazione. I suoi piatti sembrano quadri, hanno una bellezza cromatica accattivante, i colori "vivi" rappresentano per lui la vita. La sua cucina risente molto degli influssi che arrivano da quasi tutta la penisola, è follemente attratto dalla cucina Campana, il suo primo amore. Tutte le sue ricette hanno vita propria, rappresentano istantanee dei momenti politici ed economici degli anni trascorsi, che fanno parte della nostra memoria. Negli anni passati è stato insignito del di diploma di Chef piccante dell'Accademia nazionale del Peperoncino. Recentemente è stato premiato dalla Pro Loco di Vieste come ambasciatore della cucina italiana