• 10 Maggio 2026
Alimentazione

Gli scialatielli con granchio sono un piatto contemporaneo della cucina campana, nato dalla tradizione della pasta fresca amalfitana e dalla grande abitudine della costa a lavorare il granchio (granciporro) in sughi e primi.

Gli scialatielli sono una pasta fresca tipica di Amalfi, inventata intorno al 1978 dallo chef Enrico Cosentino del ristorante La Caravella, che li presentò a un concorso culinario ottenendo il premio “entremetier dell’anno”.  Il nome deriva probabilmente dall’unione di “scialare” (gustare, godere) e “tiella” (padella), a indicare una pasta da saltare e mangiare con gusto.

Il loro abbinamento con il granchio è invece una creazione moderna della cucina di pesce della costiera amalfitana e sorrentina, dove il granciporro è sempre stato usato in zuppe, brodi e condimenti di pasta, ma solo negli ultimi decenni è diventato protagonista di primi “da chef” come gli scialatielli al granchio.

Scialatielli con granchio (per 4 persone)

Ingredienti:

400 g di scialatielli freschi (o 500 g se molto affamati)

2 granchi freschi (circa 800–1000 g totali, meglio due granciporri di 400–450 g l’uno)

400 g di pomodorini datterini o ciliegini

1–2 spicchi d’aglio

Mezzo bicchiere di vino bianco secco

Olio extravergine d’oliva q.b.

Prezzemolo tritato

Sale e pepe q.b.

Un pizzico di peperoncino facoltativo

Procedimento:

Pulire e cuocere i granchi

Lavate bene i granchi, tagliateli in quarti con un coltello robusto e tenete da parte anche il “corallo” (le uova arancioni) se presenti.

In una padella ampia fate soffriggere aglio e un po’ di prezzemolo in un filo d’olio, poi aggiungete i granchi e sfumate con il vino bianco. Coprite e cuocete a fuoco medio per 12–15 minuti finché il carapace è rosso e la carne è cotta.

Sgusciate ed eliminate le parti interne dure, conservando tutta la polpa (anche quella delle zampe) e il corallo; tenete da parte.

Preparare il sugo di pomodorini

In una capiente padella scaldate un filo d’olio, aggiungete l’aglio (o peperoncino, se lo gradite) e i pomodorini tagliati in due.

Fate cuocere a fuoco medio per 8–10 minuti, fino a ottenere una salsa morbida; aggiustate di sale e pepe.

Incorporate la polpa di granchio e il corallo, mescolando con delicatezza per non strappare il pesce; fate insaporire per 2–3 minuti e spegnete. Cuocere la pasta e saltarla.

Portate a bollore abbondante acqua salata e cuocete gli scialatielli al dente; scolateli, lasciando un po’ dell’acqua di cottura.

Versate la pasta nella padella con il sugo di granchio, aggiungete un giro d’olio e un mestolino di acqua di cottura, e saltatela per 1–2 minuti a fiamma vivace, mantecando bene.

Servite subito, cospargendo con prezzemolo fresco tritato.

Autore

Nasce in provincia di Napoli nel 1966, fin da bambino ha avuto un debole per la cucina. Appena quindicenne frequenta le cucine di alcuni ristoranti del Vesuviano. Quando arriva il diploma inizia a viaggiare per conoscere e apprendere le cucine regionali, passione che tuttora coltiva, è molto legato alla tradizione, disponibile all'innovazione. I suoi piatti sembrano quadri, hanno una bellezza cromatica accattivante, i colori "vivi" rappresentano per lui la vita. La sua cucina risente molto degli influssi che arrivano da quasi tutta la penisola, è follemente attratto dalla cucina Campana, il suo primo amore. Tutte le sue ricette hanno vita propria, rappresentano istantanee dei momenti politici ed economici degli anni trascorsi, che fanno parte della nostra memoria. Negli anni passati è stato insignito del di diploma di Chef piccante dell'Accademia nazionale del Peperoncino. Recentemente è stato premiato dalla Pro Loco di Vieste come ambasciatore della cucina italiana