• 11 Aprile 2026
Alimentazione

Ricordando le nostre origini culinarie dobbiamo dare spazio ad un piatto che fa parte della storia di Napoli, nello specifico parliamo degli spaghetti alla Sapunariello.

Il Sapunariello non è altro che il fondatore di una professione tuttora in voga, l’antiquario, un commerciante di mobili vecchi restaurati maniacalmente e riportati a nuova vita. Una professione che  svolta con i dovuti parametri, arricchiva facilmente il commerciante sempre in ricerca affannosa del pezzo forte da restaurare e rivendere a prezzo esorbitante. Il Sapunariello girava tutta la città e la sua provincia in cerca di massaie che volevano disfarsi di mobili vecchi e ingombranti caduti in disuso. Il commerciante come scambio usava donare del sapone. Spesso questi mobili risultavano essere dei veri e propri tesori che andavano ad arricchire le dimore di ricche e facoltose famiglie napoletane. Molti saponari fecero strada in questo lavoro e decisero di aprire delle botteghe dove mettere in esposizione la merce. Uno di questi abilissimi scaltri commercianti era il cavalier Navarra, ottimo amico del grande Eduardo De Filippo, che oltre a essere un grande attore, poeta, drammaturgo era un esperto conoscitore della cucina napoletana. De Filippo tutte le volte che poteva venire a Napoli faceva tappa obbligatoria nella bottega del cavalier Navarra che gli cucinava questo piatto. Per De Filippo questi erano gli spaghetti del saponaro dove lui stesso li chiamo’ così in onore del carissimo amico.

Spaghetti alla Sapunara

500g spaghetti;

4 cucchiai di capperi dissalati;

6 cucchiai di olive Di Gaeta denocciolate al momento;

100ml olio extravergine di oliva;

2 spicchi di aglio

6 cucchiai di pangrattato.

Procedimento

Denocciolare le olive e dissalare i capperi, poi soffriggerli in padella insieme ai due spicchi d’aglio schiacciati e i 100 ml di olio extravergine di oliva. Poniamo su un altro fornello una pentola con 5 litri di acqua e 40 grammi di sale fino, a bollore raggiunto caliamo gli spaghetti e lasciamo cuocere per 8 minuti poi uniamoli al sugo, mantechiamo il tutto e trasferiamolo in una pirofila con un giro generoso di olio extravergine, uniamo il pangrattato. Mettiamo la pirofila in forno preriscaldato a 250 gradi per 13 minuti. Gli spaghetti saranno pronti quando sulla loro superficie si sarà formato una crosticina croccante.

Autore

Nasce in provincia di Napoli nel 1966, fin da bambino ha avuto un debole per la cucina. Appena quindicenne frequenta le cucine di alcuni ristoranti del Vesuviano. Quando arriva il diploma inizia a viaggiare per conoscere e apprendere le cucine regionali, passione che tuttora coltiva, è molto legato alla tradizione, disponibile all'innovazione. I suoi piatti sembrano quadri, hanno una bellezza cromatica accattivante, i colori "vivi" rappresentano per lui la vita. La sua cucina risente molto degli influssi che arrivano da quasi tutta la penisola, è follemente attratto dalla cucina Campana, il suo primo amore. Tutte le sue ricette hanno vita propria, rappresentano istantanee dei momenti politici ed economici degli anni trascorsi, che fanno parte della nostra memoria. Negli anni passati è stato insignito del di diploma di Chef piccante dell'Accademia nazionale del Peperoncino. Recentemente è stato premiato dalla Pro Loco di Vieste come ambasciatore della cucina italiana