• 16 Gennaio 2026
La mente, il corpo

E se questo Natale viviamo come un sogno ad occhi aperti un vero Natale ? Ma si! Cerchiamo di nascondere o quantomeno camuffare questo momento storico sociale almeno per Natale? Cosa ne pensate? E’ poco realistico lo so, come nascondere la testa sotto la sabbia per non vedere le angherie nel mondo e del mondo. Tra omicidi, guerre, violenze e coltelli affilati nelle mani di ragazzini ogni giorno è un palcoscenico dove si rappresenta l’orrore.

Si perseguitano  famiglie che scelgono di vivere nella pace e nella bellezza della natura e si mettono in libertà assassini e ladri.

Dunque voglio chiudere questo sipario dolente almeno per le feste natalizie e illuminare di luce calda la tonalità della vita .

Basta riflettori puntati sulle crudeltà, c’è bisogno di allegria, di gioia, di atmosfera che profuma di sentimenti e di calore umano.

Gli alberi di Natale si accendono negli occhi dei bambini di una luce meravigliosa dove riflette nello sguardo dei grandi.

Un modo naturale e spontaneo di prendersi per la mano e passeggiare lungo le strade addobbate dei nostri borghi. Nessuna esagerazione in queste strade ma si annusa nell’ aria l’ esigenza di catturare gli attimi magici del Natale.

Un Natale dove si sentono le note  di un canto antico che mette allegria, che fa sentire il suono della legna che scoppietta nei camini, dei profumi dei mostaccioli appena sfornati, delle letterine scritte dai bimbi e consegnate al Babbo Natale volontario dei sogni,ben nascosto sotto la sua barba bianca e con il suo vociare allegro.

Voglio augurare a tutti un Natale senza cattiveria e senza pettegolezzi, dove gli amici sono veri amici e non conoscenze di circostanza. Un Natale dove i piccoli negozi regalano lecca lecca ai più piccoli, dove gli spettacoli nei castelli dei borghi sono il ritrovo per restare ad ammirare tanta fantastica magia costruita per rallegrare tutti. Un Natale semplice dedicato all’amore umile.

E non importa se c’è lo scemo di turno che prova a colpire per gettare il fango sul cristallo del Natale, gli sapremo far capire che è solo una persona vuota e lo inviteremo a sedersi al nostro tavolo a mangiare, perché c’è sempre posto per offrire il buono che nasce dai cuori.

Alleviamo le paure,allentiamo i nodi troppo stretti, teniamo ferma la lingua e usiamo la bocca per mostrare i denti non per mordere ma per sorridere.

Diamo spazio ai più piccoli perché il Natale è la festa del Bambino Gesù nato per portarci amore, festeggiamo dunque con e per i più piccini per colorare i giorni di festa più belli dell’ anno. Via i malintesi, le pretese, l’ egoismo, l’ eccentrico bisogno di apparire.

Vestiamoci di zucchero a velo come il Pandoro che agitiamo nella sua busta per innevare di dolcezza le tristezze.

Per questo Natale dedichiamoci a noi stessi relazionandosi con gli altri, senza colori politici, senza inganni matematici, senza catene da trascinare.

Guardiamo in faccia le persone e impariamo a rispondere al saluto, insegnano quel grazie dimenticato e quella parolina che dietro le cinque letterine sanno chiedere scusa.

Usiamo quel “ cacciavite spirituale” per avvitare le nostre emozioni che si sono allentate…e proviamo a dire Buon Natale con sentimento !

Buone Feste ai nostri lettori, ai nostri amici e anche a chi non leggerà mai questo messaggio.

Autore

Carmela Picone nasce nel 1969 a Solopaca , in provincia di Benevento. Dopo aver conseguito il Diploma di Maturità Classica, leggendo Pirandello scopre la passione per il teatro. Partecipa e vince un concorso letterario con La Libroitaliano Editore e vede le sue poesie pubblicate in un’antologia. Scrive il romanzo “Gocce d’Amore” che ottiene immediato successo tanto da interessare un regista romano che chiede all’autrice di scrivere una sceneggiatura tratta dal proprio libro per la progettazione di un film. Nel 2021 scrive “La poesia delle parole semplici” una silloge pubblicata dalla Atile Editore. Le passioni restano la scrittura, i viaggi ,la recitazione e la pittura . Ama molto viaggiare, scoprire nuove culture, ammirare nuovi paesaggi e far tesoro delle emozioni che ne scaturiscono dopo ogni luogo ammirato. La sua ambizione più grande resta quella di promuovere il territorio nel quale è nata, e dove oggi s’impegna nel sociale per tenere vive le tradizioni e per portare alla conoscenza di tutti la meraviglia e i tesori della sua terra. piccola perla del Sannio.