Quante volte abbiamo sentito nel cuore un battito che sembrava agitarsi oltre la normalità? Quante volte il respiro si rompe e sale l’ ansia che fa tremare le mani e intorpidire i muscoli delle gambe,al punto di non riuscire ad avanzare neanche di un solo passo?
Succede! Si, accade quando la nostra mente è satura dallo stress, quando veniamo messi alla prova dai problemi, dalle paure, dai soprusi, dal dolore,dalle preoccupazioni, dalle violenze.
A volte accade di restare immobili a fissare l’orizzonte quasi cercando di valicare i confini, non solo con lo sguardo ma con lo stesso corpo, estrapolando anima ed emozioni e conducendo oltre l’infinito la razionalità, cercando una via di fuga, verso la libertà.
La libertà di scrollarsi di dosso tutto quanto il risentimento, forse nemmeno si tratta di risentimento ma di un insolito umore strambo, incandescente e gelido allo stesso tempo, che cattura ogni tipo di forza e di reazione e che immobilizza, ed è la ricerca di quella libertà che alleggerisce e che riporta ossigeno.
Siamo ogni giorno imprigionati da momenti giusti o ingiusti incomprensibilmente attribuibili a torto o a ragione.
Il dolore che riceviamo dalla vita, quel dolore che arriva all’improvviso e strappa il cuore e calpesta i sentimenti sfrontatamente , ci riga gli occhi e ci devasta il cammino, creando dei solchi sulla strada da percorrere, fino a diventare voragini e non si è sempre in grado di schivarle , di mettersi in salvo e così il baratro si apre e ci ingoia divorando ogni cosa, i sogni, le speranze e le paura, il pianto ed i sorrisi, gli sguardi e gli abbracci, ogni cosa giù nel profondo di noi stessi, perché il baratro siamo noi.
A quel punto, se proviamo ad aggrapparci ad un appiglio proprio mentre cadiamo, è lí che possiamo salvarci non per sopravvivere ma per riprovare a vivere.
La vita è qualcosa di meraviglioso che non ha favole ma ha storie, che non possiede sicurezze ma ha mille dubbi e non per questo non può essere affrontata e vissuta. Non c’è la certezza di nulla ma c’è la possibilità di provare a cercare risposte alle domande, di trovare le soluzioni ai quesiti che ci vengono posti dal presente per poter scrivere il futuro con consapevolezza.
La droga, l’ alcolismo, la dipendenza dal gioco d’ azzardo,il terrore di scoprire il cancro, annientano e distruggono quella che poteva essere serenità personale e pienezza familiare. Sono sempre di più le persone di ogni età, che usano il ricavato dei sacrifici economici familiari per giocare alle macchinette “mangia vita” indebitandosi fino alla finzione, mendicando soldi richiesti in prestito ad amici e parenti in gran segretezza a più persone per non essere scoperti della loro malsana abitudine nel rovinarsi. E così piano piano si sfaldano la fiducia e l’armonia con il mondo.
E poi c’è l’alcolismo e la droga che fa degenerare membra e intelletto, che sventra le persone svuotando l’essere umano e riducendo ogni creatura in esseri vuoti ed insignificanti, fantasmi di ciò che un tempo erano e che non hanno avuto in considerazione di poter salvare.
La scoperta di un referto che intrappola nella rete del ragno chiamato tumore,che annebbia le menti e rende scontrosi, a volte violenti e aggressivi, ed altre solitari e chiusi fino a crearsi intorno un arido deserto fatto di solitudine che uccide il proprio ego ed il proprio vivere.
Ed è questa l’ umanità che sfida il proprio essere uomo attraverso le velleità, che si nasconde per paura di uscire allo scoperto, a temere di non potersi salvare dallo stato distruttivo e devastante,creato in modo volontario o involontario e che per colpa delle proprie debolezze non costruisce soluzioni.
Ma la soluzione esiste ed è semplicemente afferrando quel salvagente che improvvisamente ci viene lanciato mentre siamo naufraghi nella tempesta più minacciosa.
Nel momento esatto che tutto sembra perduto basta trovare la forza di aggrapparsi, di affidarsi, senza paura, di chiedere aiuto.
Ed è allora che la coscienza inizia a riscaldarsi e a risentire il sapore della vita, il profumo respirando nuovamente.
La fede ha un ruolo importantissimo nei momenti di sconforto, cercare il proprio Dio come ancora di salvezza può ridurre il dolore e aumentare la forza da mettere per rialzarsi.
Il dialogare dei propri deficit con chi sa ascoltare, parlarne condividendo i problemi con chi si ama diventa essenziale. Trovare ascolto, fiducia, incoraggiamento e la spinta giusta per ripartire è la cura per sanare ogni cicatrice.
I silenzi rompono i frastuoni quando si impara a sussurrare nel chiedere aiuto, con la forza nelle vene che fa esplodere il cuore con una sola emozione: la voglia di vivere!
Quando ci si sente soffocare, quando l’apnea si crea fuori dall’ acqua e non durante una piacevole immersione subacquea, allora è il momento di inspirare a pieni polmoni tutto l’ossigeno per poi espellerlo, per rigenerarsi, svuotandosi da quelle che sono le scorie delle nostre perplessità.
Mai arrendersi alla vita, sarebbe un vero peccato sprecarla, basta una consapevole intelligenza ed il resto lo fa il cuore.
Non ci saranno vincitori né vinti, ma di certo ci sarà una persona nuova, capace di amare se stessa e gli altri nel rispetto della vita.
