Spesso ci chiediamo che senso possa avere l’esistenza umana e cosa significhi essere nel mondo. L’uomo è chiamato, continuamente, a scegliere e ad assumersi le responsabilità circa una scelta fatta. Sartre un filosofo francese ci spiega, a suo dire, il senso dell’ esistenza, della libertà e della responsabilità umana. Jean-Paul Sartre, massimo esponente dell’ esistenzialismo – corrente filosofica del Novecento- è nato nel 1905 ed è morto a Parigi nel 1980. Quest’ultimo si potrebbe definire un talento multiplo- sicuramente, poliedrico nella sua unicità teorica- per essersi impegnato nella sua vita come scrittore, filosofo, drammaturgo, critico letterario. Discorrere di Sartre significa, in questo contesto, ricordare ,ad interim, la corrente filosofica della quale fu maggiore rappresentante, ovvero l’esistenzialismo, che assume le forme di umanesimo filosofico: l’uomo è libero di agire come meglio crede, ma rientra in una prospettiva di libertà solo ed esclusivamente se si assume le responsabilità delle sue azioni. La libertà, quindi, non consiste nel fare ciò che si vuole, ma nel sentirsi pienamente responsabile delle proprie scelte e della propria vita.
In particolare, l’ esistenzialismo è una corrente filosofica e cultura che si sviluppa nel periodo delle due guerre e ,quindi, si radica nel XX secolo, in un momento di disillusione totale. Esso è incentrato sull’esistenza dell’ individuo. Tra i tanti filosofi esistenzialisti ricordiamo il già citato Jeans-Paul Sartre, ma anche Simone de Beauvoir, Albert Camus, Heidegger che, in linea di principio, riflettono sulla concezione esistenziale dell’ uomo, ma anche sui concetti di libertà e angoscia esistenziale. La filosofia, a tal proposito, deve basarsi sull’esperienza dell’ uomo, che è alla ricerca del senso. Una filosofia concreta, non astratta, per la quale l’ uomo sceglie chi essere, è arbitro delle proprie scelte e, di quest’ultime, si assume la piena responsabilità delle cause e conseguenze se ,veramente, vuole essere libero. Inoltre, la corrente filosofica si focalizza anche sulla morte come limite e consapevolezza dell’ individuo. L’esistenzialismo sartriano crea un connubio tra il marxismo e il comunismo; l’individualismo con il collettivismo e il socialismo. Grande influenza ebbe il confronto di Sartre con lo storicismo dialettico e il materialismo storico.
Sartre in “L’esistenzialismo è un umanesimo”, scrive: <<L’uomo è condannato ad essere libero: condannato perché non si è creato da se stesso, e pur tuttavia libero, perché una volta gettato nel mondo, è responsabile di tutto ciò che fa.>>
Da ispirazione per Sartre fu “Essere e tempo” di Heidegger e il pensiero di Hegel. Mentre, l’ “Essere e il nulla” ha un valore importante nella fase primordiale del pensiero di Sartre.
Sartre filosofo, ma anche Sartre scrittore e romanziere. Ricordiamo, tra le maggiori opere letterarie, “La nausea”, “L’età della ragione” . Secondo il filosofo francese, la vita non ha senso e la natura non appartiene alla coscienza: il Per sé è la coscienza, la quale si mostra come mancanza, come nulla. La coscienza cerca di raggiungere l’essere in sé, cioè l’intenzionalità. Per Sartre, la coscienza dell’ uomo dà un senso alla realtà.
Inoltre, nel romanzo poc’anzi citato, ovvero”La nausea”, prende vita e forma la teoria esistenzialista. Qui, l’autore spiega il concetto di libertà. L’uomo è nel mondo; egli è gettato in un universo, sa solo che esiste, cercando di dare un senso e un significato alla sua esistenza. La consapevolezza di essere al mondo e di dare un senso all’ esistenza rappresentano il personaggio Roquetin. Quest’ultimo è un professore che , pian piano, prende consapevolezza che l’esistenza non ha un senso ma ,comunque, è chiamato a fare delle scelte per dare un senso alla sua esistenza, nonostante questa non ne abbia.
Invece, a far parte della trilogia di romanzi “Le vie della libertà”, è il romanzo “L’età della ragione”. L’ambientazione è la Parigi della prima metà del Novecento. Tra i personaggi trentenni, spicca la figura di Mathieu, un professore che aspetta un figlio con Marcelle. Mathieu cerca in tutti i modi di trovare dei soldi per far abortire la donna: si tratta di una gravidanza indesiderata. È indeciso, titubante, non sa se farla abortire o meno, non sa quale sia la scelta giusta. Sartre, fa “parlare” anche gli altri personaggi in relazione a tale situazione. Tutti i personaggi che costellano le pagine del romanzo riflettono sul significato di “libertà” e giungono a capire che le illusioni di libertà costruire nel tempo sono, appunto, solo illusioni. Però, Mathieu tocca con mano l’età della ragione, quella che si sperimenta quando ci si rende conto della mancanza di senso delle esistenze o, per dirla con le parole di Sartre (Essere e il nulla): <<della fatticita’ della coscienza>>.
Si giunge, così, alla consapevolezza che la libertà non significare fare ciò che si desidera fare, ciò che si vuole; ma, la libertà consiste nell’ assumersi le responsabilità delle scelte che si fanno. Questo è il concetto di libertà teorizzato da Sartre che, infine, ci permette di riflettere e di osservarla in legame profondo con la responsabilità delle azioni che si compiono.
