• 22 Luglio 2024

Anatomia di una caduta”, diretto da Jastine Triet -Palma d’oro 2023; Golden Globe per la migliore sceneggiatura; European Film Aword per migliore film; candidato al Premio Oscar come miglior film e migliore attrice “Sandra Hüller”- è un film che si insinua nell’ animo dello spettatore come intricato enigma.

La sua trama si sviluppa attorno a un evento tragico: la caduta di un corpo nel vuoto, arrestandosi su un terreno innevato di fronte ad uno chalet nei pressi di Grenoble.

Questa caduta è il centro di un complicato intreccio di relazioni umane.

La narrazione si snoda attraverso una sorta di paradossale autopsia, in cui le parole diventano bisturi e i dialoghi, sottili incisioni. Sandra – interpretata da Sandra Hüller- la moglie dell’  uomo precipitato, Samuel – interpretato da Samuel Theis- si ritrova imputata per omicidio in quello che inizialmente sembrava un suicidio. La dinamica della caduta appare confusa, le ricostruzioni non convincono, e si aprono diverse interpretazioni che portano alla luce, le tensioni e le complessità di quei legami familiari.

Il film si svolge tra gli spazi della casa dei protagonisti e l’aula del tribunale, dove si tiene il processo. In questo contesto le parole diventano prove. Samuel e Sandra sono entrambi scrittori, dunque lavorano essi stessi con le parole nei loro romanzi e nella loro vita reale. Vengono sottolineate, inoltre in questo film, considerazioni sui rapporti di una coppia moderna. La protagonista, donna bisessuale, viene giudicata nel processo non solo per gli indizi, ma soprattutto per ciò che può rappresentare come persona, inondata da congetture pregiudizievoli. Dunque il processo diventa uno specchio distorto della realtà. Infatti, la sessualità e la professione di Sandra diventano parte integrante del dibattito, mettendo sotto i riflettori quanto spesso le etichette deleterie influenzino la percezione delle persone.

Emerge in “Anatomia di una caduta”, il conflitto interno di Samuel. L’incidente del figlio Daniel, che lo ha reso non vedente, lascia segni profondi nell’  animo del protagonista; un senso di colpo dilagante e distruttivo nella vita dell’ uomo come padre e come scrittore. La frustrazione cresce ancor di più, sentendosi sconfitto e immobile dinanzi alla moglie Sandra. Lei per l’appunto, riesce ad andare avanti con la sua vita e con la sua carriera. Sottolineo il punto in cui i ruoli tradizionali di genere si ribaltano: l’immagine della donna che si sacrifica per la carriera del proprio compagno di vita, crea spazio al capovolgimento delle mansioni, portando Samuel a lottare con e per la sua identità, scontrandosi con la sua mascolinità e la sua capacità di superare il passato.

Tutta la pellicola, dona  risalto al potere della parola, del significato che si trascina dipendente del contesto in cui viene inserita e da chi viene pronunciata. Le parole possono condannare o assolvere se messe in mezzo a pregiudizi distorti e falsificati da posizioni soggettive e non oggettivamente definite.

La verità in questo film arriva dalla deposizione finale del figlio della coppia, Daniel.

Le parole che il bambino pronuncia sono scevre di malizia, libere di essere innocenti, alleggerite del peso dell’umana corruzione che sporca gli animi di adulti ciechi davanti al loro bambino interiore.

Una proiezione  “Anatomia di una caduta” che lascia scie, tracce di profonde considerazioni come indizi da trasportare nel dibattito processuale della nostra esistenza.

Autore

Nata a Solopaca in provincia di Benevento. Da sempre impegnata nel sociale a 360 gradi, appassionata di cinema e di teatro, ha fondato il gruppo teatrale "Ad Majora" per il quale ha scritto nove commedie, di cui sei portate in scena. Ha collaborato con varie associazioni culturali locali come "Associazione non solo anziani" e "Koinè".