• 21 Maggio 2024
Politica

La domanda crescente, che si pone continuamente, è sostanzialmente quale sia il centro politico Europeo, quali siano oltremodo le direttici di questo fulcro politico in termini di visione, in altre parole l’opinione si chiede dove la politica Europea sta radicando le sue radici in un momento storico così pregno di eventi, che influenzano non solo la cultura e il pensiero filosofico, ideologico e programmatico ma che apportano una modifica all’asset governativo dell’Unione Europea. Possiamo evidenziare che dopo la guerra fredda, il centro politico Europeo ha spostato in modo evidente il suo interesse, infatti, i gruppi parlamentari politici europei che detenevano e dirigevano il processo di integrazione monetaria, erano quello cristiano democratico, e quello social democratico, che in un arco di tempo operativo, relativamente breve, hanno rafforzato e reso stabile il processo di integrazione economica, e monetaria, strutturando la Banca Centrale Europea. Apportando un’implementazione a livello sovranazionale , ottica che è stata via via sostituita da un approccio intergovernativo, dove dominava la visione e l’interventismo francese, molto spesso forvianti, che ha reso possibile un’integrazione politica a carattere volontario, e collaborativo tra i governi membri interventisti e interessati, riducendo notevolmente gli interessi nazionali dei paesi emergenti economicamente.

Gli accordi europei di quegli anni, si sono sostanziati prevalentemente, dunque, su base volontaria, rallentando spontaneamente il processo di integrazione Europea, che necessita per sua natura di provvedimenti legislativi vincolanti, di misure rafforzate non solo da accordi ma anche da trattati sovrannazionali. La diffusione del sistema intergovernativo, e la sua conclamazione, ha determinato un’inefficacia delle misure ordinamentali e giuridiche europei, con una minore produzione di trattati, fino a rendere questa differente politica integrativa, Europea, una vera limitazione allo sviluppo del mercato e delle politiche comuni. Risultato inopinabile, la Brexit e le sue conseguenze. Oggi, assistiamo ad una rivoluzione o meglio ad un cambio di passo, ad una vera revisione dell’approccio sistemico dove si evidenzia un vero abbandono di una politica connotata da posture intergovernative, tali da sublimare solo alcune nazioni, rendendole sovrane nel contesto comunitario Europeo, come la Germania e la sua supremazia commerciale. Infatti, si è assunto un incedere politico, assolutamente differente e differenziato, dove non vi è una negazione perequativa tra gli stati membri, anzi si procede con una cooperazione assolutamente identitaria, dove l’essenza democratica, affonda le sue radici, in un asset politico costituito da gruppi rappresentativi e rappresentanti categorie sociali cristiano democratiche conservatrici.

Il processo politico, Europeo, richiede un revisionismo e riformismo che ci spinge a guardare avanti, certamente la crisi Ucraina, ha rimescolato gli equilibri politici, ed economici e il nuovo percorso che ci attende, non sarà un processo riformista privo di radicali cambiamenti, tuttavia, indietro non si potrà più tornare.

Abbiamo bisogno di una visione politica, fortemente identitaria, che non annulla le nostre esigenze nazionali, in un’ottica di superamento di una forma nazionalistica, derivante da un rigurgito storico obsoleto alle ideologie conservatrici e non solo, ma che si inserisca in una pragmatica programmazione economica che possa migliorare e apportare beneficio alle nostre peculiari culture economiche nazionali, diverse e differenti per connotazione non solo geografica ma anche geopolitica. Il rispetto, e l’essere uniti nelle diversità, deve generare una visione e un centro politico riformista, che consolidi le nostre identità, in un’ottica Europea, al fine di guardare ad un nazionalismo sovranazionale Europeo, foriero di un sovranismo identitario, di una Europa Nazione dove le peculiarità nazionali europee siano il fulcro della sovranità ritrovata.      

I Conservatori sono giustamente consapevoli di una nuova sfida nascente, l’Europa sta subendo una trasformazione strutturale, la complessità del decisionismo politico non può essere più relegato a nazioni  maggioritarie, ma deve spalmarsi in un quadro parlamentare diffuso, dove la pluralità delle forze e dei gruppi politici devono essere il fulcro Europeo. Nessun cambiamento politico può prescindere dalla conservazione del suo passato valoriale, dalla sua storia, dalle sue memorie, nessun fenomeno sociale può guardare avanti in un processo di riforme senza tenere conto dei fatti e degli eventi, una evoluzione in senso conservatore, porta con sé sentimenti che si sostanziano in valori a-temporali, l’inclusività di questi valori consente una crescita tale da sostenere un nuovo soggetto politico, un nuovo movimento conservatore, moderno e avanguardista, e riformista dove il nazionalismo in chiave europea diviene l’elemento di sviluppo della stessa sovranità sovranazionale.

Il peso politico, di una rinnovata visione europea, consente oggi, di guadare lontano, mettendo da parte ogni forma di euroscetticismo, o di antieuropeismo, inglobando paradossalmente le linee politiche e strutturali generate in particolare dal Trattato di Mastricht del 1992, e superando la centralità sovrana dei singoli stati membri, declinata a favore di un Europa Nazione; siamo ormai difronte ad un sentire ideologico che nasce da una identità Europea diffusa, che diviene matrice della politica e del centro politico conservatore. Questo innovato sentimento sociale e politico, ha connotazione prevalentemente Conservatrice, mette in luce come questa linea politica fulcro del parlamento Europeo e dei gruppi esistenti, sia ideologicamente il frutto elettorale di una rinnovata destra, che non monopolizza il nazionalismo di casa e non lo baratta con un sovranismo riduttivo e ridotto ma lo eleva ad una affermazione e sostegno della sovranità sovrannazionale che possa divenire un Europa stato, riformato giuridicamente, a tal punto da essere un unico stato federato.

Il movimento conservatore Europeo, dovrà essere capace, nell’immediato di mettere a sistema le crisi economiche attuali, per poter generare una spirale riformatrice, veloce e sociale che sia in grado di implementare e portare a compimento il processo di integrazione Europeo, il cambiamento istituzionale necessita, per poter affrontare nella storia politica d’Europa un rinnovato protagonismo, che sia non isolazionistico o anti Atlantista, ma che poni l’Europa al centro delle proprie scelte politiche, economiche con una visone programmatica e integrata internazionale, rispettosa delle singole diversità culturali sovrane. Gli eventi, di un diverso scenario globale, ai margini di una guerra mondiale, richiedono una scelta coraggiosa, non più progressista o socialista, le istanze liberali mai assopite, e ricorsi storici risorgimentali, devono assolutamente essere sostenuti a vantaggio di un Europa protagonista e riformista, i tempi hanno flussi e fatti che creano e richiedono sostegno non solo ideologico o economico. Un popolo è sovrano quando possa riconoscersi in una sovranità riformata, in un centro politico portatore e conservatore di valori assoluti.

L’Europa intesa come comunità sociale, deve volgere il suo sentire verso una ampia Europa Nazione, dove l’unicità dello stato, sia riformato e federale, dove le cessioni di sovranità nazionale possano essere a vantaggio di una sovranità sovranazionale, ma mai soppresse al fine di una salvaguardia di valori diversi, siamo difronte ad una sorta di autotutela delle culture del  patrimonio diffuso  di una Europa che deve assolutamente recuperare la sua centralità nello scacchiere politico internazionale. Una valorizzazione del quadro riformista conservatore Europeo, sta compiendo la sua ascesa, ponendo la sua centralità politica, il gruppo degli euro conservatori  e riformisti europei, dal 2009 rappresentano la terza forza politica del Parlamento Europeo e sebbene, il Manifesto di Praga del 2003 sostanzia la centralità del principio di sussidiarietà, e sebbene l’attuale approccio confederale ha assunto l’elemento diplomatico dell’attuale presidenza, nulla ostacola una rinnovata linea programmatica e ideologica, che non ha derive di sovranismo populista, ma si eleva ad una simbiosi politica ricercatrice di una soluzione moderna, risolutrice e istitutrice di un Europa Nazione e Stato. La condivisone di questo rinnovato centro politico Conservatore, trae la sua energia comunicativa, attraverso una pluralità di esigenze, che sovvengono non solo da ogni comparto economico, ma da istanze strategiche geopolitiche che ormai pongono la stessa Italia al centro di un dibattito internazionale, fonte di attrazione di una rinnovata politica di partenariato nel Mar Mediterraneo presso i paesi di riferimento e da un escalation di motivazioni ed interessi comuni nei rapporti  bilaterali.  

Autore

Economista, Bio-economista, web master di eu-bioeconomia, ricercatrice Unicas, autrice e ideatrice di numerosi lavori scientifici in ambito internazionale. Esperta di marketing. Saggista, studiosa di geopolitica e di sociopolitica. È autrice dei saggi “Il paradosso della Monarchia” e di “Europa Nazione”. Ha in preparazione altri due saggi sull’identità e sulla politica europee.