• 8 Febbraio 2026
Lo scrittore del mese

Questo mese non presentiamo il profilo di una scrittrice o poetessa, né di un autore o poeta nel consueto senso.  Ci piace “incontrare” Patrizia Bove, che scrive- e molto- in un’altra veste: quella di promotrice culturale, molto attiva nella Valle Telesina, responsabile dell’associazione Massimo Rao.

In via Sant’Angelo, a San Salvatore Telesino, c’è un edificio che ospita la Pinacoteca Comunale e la sede dell’associazione nata nel 2012, dedicata a un artista che ha lasciato un segno profondo nel suo paese d’origine.

Rao è nato a San Salvatore nel 1950. Ha studiato a Benevento e Napoli.  Ha vissuto a Bolzano e in Umbria, dove si è spento nel 1996. I suoi lavori (dipinti, disegni, incisioni) si caratterizzano per una miriade di personaggi sospesi, colti nel tentativo di trattenere il tempo. Volti che emergono come da un paesaggio interiore. Alcuni sono custoditi nella Pinacoteca.

A guidare l’associazione, dunque, c’è la dottoressa Patrizia Bove. Il suo operare è quotidiano, paziente e fortemente radicato nel territorio. Forse perché la bellezza per lei è una forma di cittadinanza. Così, negli anni, ha trasformato la Pinacoteca in un luogo vivo, aperto a molteplici e diverse voci. Ogni proposta nasce non da un’astrazione, ma trova fondamento nell’ascolto, in bisogni condivisi. La Bove è una presidente che tesse e orienta, riuscendo a unire persone e attività con equilibrio e costanza.

Accanto a lei, con discrezione e costanza, c’è Mario Pacelli. Con i suoi interventi, attenti e mai invadenti, è capace di leggere il contesto e di agire con misura. È lui che tiene le chiavi, non solo della struttura, ma della continuità. Un autentico factotum. Una parola in cui c’è tutto: colui che prepara e cura tutti i dettagli. Sostiene le varie iniziative con gesti concreti. È come un metronomo interiore, che non si vede, ma accorda. E poi c’è un legame, che appartiene alla storia familiare di Mario: Massimo Rao fu suo testimone di nozze.  

Le opere del pittore, scomparso troppo presto, occupano le sale secondo una disposizione naturale. La grande fornace (1985) trattiene il calore in una visione sospesa, dove la materia pare animarsi. In Il giorno flammeggiò nei suoi occhi e le sue dita colsero le stelle (1991), il titolo è già un racconto: le mani, gli sguardi, le pose si muovono in un paesaggio interiore, in un chiarore che sfiora più che illuminare.

La luna ritorna spesso, come presenza quieta. In Luna (1995), litografia delicata e rarefatta, il viso umano si apre a una dimensione di intimità. In Il re della lucertola (1991), l’immaginario si piega verso l’inquietudine, verso una regalità che osserva senza imporsi.

Tra le creazioni di Rao, E venne l’Angelo è una di quelle che lasciano un’impronta indelebile. A Rovereto, in viaggio verso le Dolomiti, abbiamo voluto ammirarla. In una sala silenziosa, l’angelo, il volto lunare, la postura parlavano, senza parole. Lo studio preparatorio è custodito al MART, ma il riflesso di quello sguardo sembra arrivare fin qui, a illuminare e guidare il lavoro che continua.

 Grazie a Patrizia Bove, nel suo percorso questa “casa dell’arte” è diventata qualcosa di più: uno spazio che unisce, strettamente, memoria, dialogo e comunità. Ogni quadro apre uno scenario e il resto scompare, i confini si sfumano. Chi entra può fermarsi, lasciarsi attraversare, tornare.

In questo modo opera l’associazione: favorendo il dialogo, preservando l’arte e rinnovando, con sensibilità e amore, un patrimonio culturale che si rinnova sempre.

Gentili lettrici e lettori, entrate, senza formalità. Sostate, pure. Sì perché sostare, come mi ha fatto notare uno stimato ministro della Chiesa, si può leggere come “SO STARE”.  Osservate, dunque, con calma. E condividete sotto la luce discreta del Sannio.

Autore

Originaria di Benevento, dopo il conseguimento della laurea in Lettere Classiche all’Università degli Studi di Pisa, si è dedicata alla docenza presso il liceo classico di Saronno (VA). Animata da vivo interesse per la Letteratura, l’Arte e la Musica, si è occupata di Teatro, allestendo numerosi spettacoli che hanno ricevuto riconoscimenti sia dalla Presidenza della Repubblica, sia da attori di fama mondiale, come Dario Fo. Attualmente sta realizzando un interesse coltivato nel tempo: scrivere. Autrice di numerosi testi